lunedì 21 maggio 2012

Diretta dai ballottaggi


 
Scheda elettorale per le elezioni comunali

In questo articolo verranno via via riepilogati i risultati del secondo turno delle elezioni comunali 2012, che coinvolgono 118 Comuni superiori ai 15.000 abitanti tra cui 17 capoluoghi provinciali - di cui 3, Palermo, Genova e L'Aquila, capoluoghi regionali.

 
A partire dalle ore 15:00 verrà aggiornata la tabella con l'indicazione della percentuale dello spoglio ed il risultato, provvisorio o definitivo.

 
Dati definitivi

Risultati definitivi:
  • Acerra (Campania, Napoli), uscente Tommaso Esposito (PD, IdV, UdC, altri), eletto Raffaele Lettieri (UdC, ApI, FLI, altri) con il 51,93%
  • Agrigento (Sicilia, Agrigento), uscente Marco Zambuto (Udeur, altri), eletto Marco Zambuto (UdC, altri) con il 74,71%
  • Cardito (Campania, Napoli), uscente Giuseppe Barra (IdV, RC, altri), eletto Giuseppe Cirillo (PD, IdV, FLI, altri) con il 58,80%
  • Cerea (Veneto, Verona), uscente Paolo Marconcini (FI, UdC, AN, LN), eletto Paolo Marconcini (PdL, altri) con il 55,32%
  • Civitavecchia (Lazio, Roma), uscente Giovanni Moscherini (FI, AN, UdC, IdV, altri), eletto Pietro Tidei (PD, SEL, IdV, FdS, altri) con il 52,74%
  • Erba (Lombardia, Como), uscente Marcella Tilli (FI, LN, AN, UdC, altri), eletta Marcella Tili (PdL, UdC, altri) con il 59,41%
  • Mira (Veneto, Venezia), uscente Michele Carpinetti (DS, DL, RC, IdV, CI, altri), eletto Alvise Maniero (M5S) con il 52,48%
  • Ladispoli (Lazio, Roma), uscente Crescenzo Paliotta (DS, DL, RC, CI, altri), eletto Crescenzo Paliotta (PD, IdV, SEL, altri) con il 60,71%
  • Policoro (Basilicata, Matera), uscente Nicolino Lopatriello (UdC, altri), eletto Luigi Rocco Leone (PdL, altri) con il 52,39%
  • San Salvo (Abruzzo, Chieti), uscente Gabriele Marchese (DS, DL, IdV, altri), eletta Tiziana Magnacca (PdL, altri) con il 58,62%
  • Thiene (Veneto, Vicenza), uscente Maria Rita Busetti (LN, altri), eletto Giovanni Battista Casarotto (PD, altri) con il 59,50%
  • Trapani (Sicilia, Trapani), uscente Girolamo Fazio (FI, UdC, MpA, AN, altri), eletto Vito Damiano (PdL, altri) con il 53,56%
 
Dati definitivi

Aggiornamento ore 23:00

 
Risultati definitivi:
  • Alcamo (Sicilia, Trapani), uscente Giacomo Scala (DL, Ulivo, DS, IdV, altri), eletto Sebastiano Bonventre (PD, altri) con il 50,08%
  • Avola (Sicilia, Siracusa), uscente Antonio Barbagallo (FI, altri), eletto Giovanni Cannata (civica) con il 52,55%
  • Castelvetrano (Sicilia, Trapani), uscente Giovanni Pompeo (UdC, altri), eletto Felice Junior Errante (PD, FLI, ApI, UdC, altri) con il 52,19%
  • Conegliano (Veneto, Treviso), uscente Alberto Maniero (FI, AN, LN, UdC, altri), eletto Floriano Zambon (PdL, altri) con il 52,44%
  • Floridia (Sicilia, Siracusa), uscente Arturo Spadaro (FI, UdC, MpA, AN, altri), eletto Orazio Scalorino (PD, altri) con il 64,76%
  • Lucca (Toscana, Lucca), uscente Mauro Favilla (FI, AN, UdC, LN, altri), eletto Alessandro Tambellini (PD, SEL, FdS, IdV, altri) con il 69,72%
  • Marsala (Sicilia, Trapani), uscente Lorenzo Carini (FI, AN, altri), eletta Giulia Maria Adamo (PD, UdC, altri) con il 65,86%
  • Pozzallo (Sicilia, Palermo), uscente Giuseppe Sulsenti (civica), eletto Luigi Ammatuna (SEL, altri) con il 56,74%
  • Scicli (Sicilia, Ragusa), uscente Giovanni Venticinque (FI, AN, altri), eletto Francesco Susino (UdC, MpA, altri) con il 55,93%
  • Todi (Umbria, Perugia), uscente Antonino Ruggiano (AN, FI, UdC, altri), eletto Carlo Rossini (PD, altri) con il 52,37%
  • Vigonza (Veneto, Padova), uscente Nunzio Tacchetto (FI, LN, UdC, AN, altri), eletto Nunzio Tacchetto (PdL, UdC, altri) con il 61,18%

 
Ore 23:00

 
Aggiornamento ore 22:40

 
Risultati definitivi:
  • Barcellona Pozzo di Gotto (Sicilia, Messina), uscente Candeloro Nania (AN, FI, altri), eletta Maria Teresa Collica (civica) con il 61,28%
  • Caltagirone (Sicilia, Catania), uscente Francesco Pignataro (DS, DL, RC, altri), eletto Nicolò Bonanno (civica) con il 69,03%
  • Palagonia (Sicilia, Catania), uscente Francesco Calanducci (UdC, altri), eletto Salvatore Valerio Marletta (civica) con il 73,43%
  • Palermo (Sicilia, Palermo), uscente Diego Cammarata (FI, UdC, AN, MpA, altri), eletto Leoluca Orlando (IdV, altri) con il 72,43%
  • Paternò (Sicilia, Catania), uscente Giuseppe Failla (FI, AN, MpA, UdC, altri), eletto Mauro Mangano (PD, altri) con il 55,94%
  • Tremestieri Etneo (Sicilia, Catania), uscente Antonino Basile (UdC, altri), eletta Concetta Rapisarda (civica) con il 50,61%

 
Ore 22:40

 
Aggiornamento ore 22:20

 
Risultati definitivi:
  • Aci Catena (Sicilia, Catania), uscente Raffaele Giuseppe Nicotra (UdC, FI, AN, altro), eletto Ascenzio Maria Catena Maesano (LD, altro) con il 57,15%
  • Casarano (Puglia, Lecce), uscente Ivano Tommaso Ipazio De Masi (PD, UdC, altri), eletto Giovanni Stefano (PdL, altri) con il 66,03%
  • Castellaneta (Puglia, Taranto), uscente Italo D'Alessandro (FI, UdC, AN, altri), eletto Giovanni Gugliotti (PdL, UdC, ApI, altri) con il 57,42%
  • Galatina (Puglia, Lecce), uscente Giovanni Carlo Coluccia (UdC, altri), eletto Cosimo Montagna (PD, FdS, IdV, altri) con il 55,02%
  • Galatone (Puglia, Lecce), uscente Franco Miceli (AN, altri), eletto Livio Nisi (PdL, altri) con il 51,91%
  • Martina Franca (Puglia, Taranto), uscente Francesco Palazzo (FI, AN, UdC, altri), eletto Francesco Ancona (PD, IdV, SEL, FdS, altri) con il 68,55%
  • Niscemi (Sicilia, Caltanissetta), uscente Giovanni Di Martino (DS, DL, altri), eletto Francesco La Rosa (ApI, FLI, altri) con il 51,09%
  • Palagiano (Puglia, Taranto), uscente Rocco Ressa (DS, DL, IdV, altri), eletto Antonio Tarasco (PD, UdC, ApI, altri) con il 61,61%
  • San Cataldo (Sicilia, Caltanissetta), uscente Giuseppe Di Forti (FI, AN, altri), eletto Francesco Raimondi (PD, altri) con il 55,21%
  • Sava (Puglia, Taranto), uscente Aldo Maggi (DS, CI, IdV, altri), eletto Dario Iaia (FLI, altri) con il 70,25%
  • Taranto (Puglia, Taranto), uscente Ippazio Stefano (RC, CI, altri), eletto Ippazio Stefano (PD, SEL, UdC, ApI, IdV, altri) con il 69,67%
  • Tricase (Puglia, Legge), uscente Antonio Giuseppe Musarò (PdL, UdC, altri), eletto Antonio Giuseppe Coppola (PD, SEL, altri) con il 50,71%

 
Ore 22:20

 
Aggiornamento ore 19:20

 
Risultati definitivi:
  • Bitonto (Puglia, Bari), uscente Raffaele Valla (PdL, UdC, altri), eletto Michele Abbaticchio (SEL, IdV, FdS, altri) con il 65,40%
  • Borgomanero (Piemonte, Novara), uscente Anna Tinivella (FI, AN, LN, UdC, altri), eletta Anna Tinivella (PdL, UdC, altri) con il 56,66%
  • Canosa di Puglia (Puglia, Barletta-Andria-Trani), uscente Francesco Ventola (FI, AN, UdC, altri), eletto Ernesto La Salvia (PD, IdV, FdS, altri) con il 50,78%
  • Castellana Grotte (Puglia, Bari), uscente Francesco Tricase (FI, UdC, AN, altri), eletto Francesco Tricase (PdL, UdC, altri) con il 56,71%
  • Chivasso (Piemonte, Torino), uscente Gianni De Mori (PD, IdV, UdC, SEL, altri), eletto Libero Ciuffreda (PD, IdV, SEL, FdS) con il 62,23%
  • Cuneo (Piemonte, Cuneo), uscente Alberto Valmaggia (Ulivo, RC, IdV, altri), eletto Federico Borgna (UdC, altri) con il 59,88%
  • Fasano (Puglia, Brindisi), uscente Pasquale Di Bari (FI, AN, UdC, altri), eletto Pasquale Di Bari (PdL, FLI, altri) con il 51,11%
  • Gioia del Colle (Puglia, Bari), uscente Pietro Longo (PdL, UdC, altri), eletto Sergio Povia (PD, UdC, FLI, altri) con il 61,34%
  • Giovinazzo (Puglia, Bari), uscente Antonio Natalicchio (DS, DL, altri), eletto Tommaso Depalma (IdV, altri) con il 62,31%
  • Gravina in Puglia (Puglia, Bari), uscente Giovanni Divella (PdL, UdC, MpA, altri), eletto Alesio Valente (PD, FLI, UdC, ApI, altri) con il 56,07%
  • Mondovì (Piemonte, Cuneo), uscente Stefano Viglione (FI, UdC, LN, altri), eletto Stefano Viglione (LN, UdC, altri) con il 52,13%
  • Rivalta di Torino (Piemonte, Torino), uscente Amalia Neirotti (Ulivo, CI, RC, IdV, altri), eletto Mauro Marinari (civica) con il 51,71%
  • Santeramo in Colle (Puglia, Bari), uscente Vito Lillo (FI, AN, UdC, altri), eletto Michele D'Ambrosio (PD, UdC, SEL, IdV, altri) con il 52,99%
  • Terlizzi (Puglia, Bari), uscente Vincenzo Di Tria (PD, FdS, IdV, altri), eletto Nicola Gemmato (PdL, ApI, altri) con il 62,13%
  • Torremaggiore (Puglia, Foggia), uscente Vincenzo Ciancio (PD, IdV, SEL, altri), eletto Costanzo Di Iorio (PD, UdC, SEL, altri) con il 55,75%
  • Trani (Puglia, Barletta-Andria-Trani), uscente Giuseppe Tarantini (FI, AN, UdC, MpA, altri), eletto Luigi Nicola Riserbato (PdL, altri) con il 50,79%

 
Ore 19:20

 
Aggiornamento ore 19:00

 
Risultati definitivi:
  • Acqui Terme (Piemonte, Alessandria), uscente Danilo Rapetti (FI, AN, UdC, altri), eletto Enrico Silvio Bertero (PdL, altri) con il 51,85%
  • Alessandria (Piemonte, Alessandria), uscente Piercarlo Fabbio (FI, AN, LN, UdC, altri), eletta Maria Rita Rossa (PD, IdV, FdS, SEL, altri) con il 67,97%
  • Asti (Piemonte, Asti), uscente Giorgio Galvagno (FI, AN, LN, altri), eletto Fabrizio Brignolo (PD, UdC, IdV, SEL, altri) con il 56,89%
  • Cassano Magnago (Lombardia, Varese), uscente Aldo Morniroli (FI, LN, AN, UdC, altri), eletto Nicola Poliseno (PdL, UdC, altri) con il 52,74%
  • Civitanova Marche (Marche, Macerata), uscente Massimo Mobili (FI, AN, UdC, LN, altri), eletto Tommaso Claudio Corvatta (PD, FdS, IdV, SEL) con il 51,05%
  • Fabriano (Marche, Ancona), uscente Roberto Sorci (DL, DS, RC, CI, IdV, altri), eletto Giancarlo Sagramola (PD, UdC, IdV, altri) con il 55,07%
  • Isernia (Molise, Isernia), uscente Gabriele Melogli (FI, UdC, AN, altri), eletto Ugo De Vivo (PD, IdV, SEL, FdS, altri) con il 57,37%
  • Lissone (Lombardia, Monza e della Brianza), uscente Ambrogio Fossati (FI, LN, AN, UdC), eletta Concettina Monguzzi (PD, IdV, SEL, altri) con il 64,71%
  • Meda (Lombardia, Monza e della Brianza), uscente Giorgio Fiorenzo Taveggia (LN, altri), eletto Giovanni Giuseppe Caimi (PD, IdV, altri) con il 50,00%
  • Monza (Lombardia, Monza e della Brianza), uscente Marco Mariani (FI, LN, AN, UdC, altri), eletto Roberto Scanagatti (PD, IdV, SEL, altri) con il 63,39%
  • Porto San Giorgio (Marche, Fermo), uscente Andrea Agostini (PdL, UdC, altri), eletto Nicola Loira (PD, SEL, FdS, altri) con il 53,56%
  • San Donato Milanese (Lombardia, Milano), uscente Mario Antonio Dompé (FI, AN, LN, UdC, altri), eletto Andrea Checchi (PD, SEL, IdV, altri) con il 65,21%
  • Senago (Lombardia, Milano), uscente Franca Rossetti (PdL, LN, UdC, altri), eletto Lucio Fois (PD, SEL, IdV, altri) con il 61,12%
  • Sesto San Giovanni (Lombardia, Milano), uscente Giorgio Oldrini (Ulivo, RC, CI, IdV, altri), eletta Monica Luigia Chittò (PD, IdV, SEL, FdS, altri) con il 69,39%

 
Ore 19:00

 
Aggiornamento ore 18:40

 
Risultati definitivi:
  • Abbiategrasso (Lombardia, Milano), uscente Roberto Albetti (FI, LN, AN, UdC, altro), eletto Pierluigi Arrara (PD, FdS, IdV, SEL, altri) con il 64,83%
  • Arese (Lombardia, Milano), uscente Gianluigi Fornaro (PdL, LN), eletto Pietro Ravelli (civica) con il 53,74%
  • Buccinasco (Lombardia, Milano), uscente, Loris Cereda (FI, AN, UdC, LN, altri), eletto Pier Mauro Pioli (PD, IdV, altri) con il 52,58%
  • Cantù (Lombardia, Como), uscente Tiziana Sala (FI, LN, UdC, altri), eletto Claudio Bizzozero (civica) con il 55,02%
  • Como (Lombardia, Como), uscente Stefano Bruni (FI, AN, LN, UdC, altri), eletto Mario Lucini (PD, SEL, IdV, altri) con il 74,86%
  • Desenzano del Garda (Lombardia, Brescia), uscente Felice Anelli (FI, LN, AN, UdC, altri), eletta Rosa Leso (PD, altri) con il 51,41%
  • Garbagnate Milanese (Lombardia, Milano), uscente Leonardo Marone (FI, AN, LN, altri) eletto Pier Mauro Pioli (PD, IdV, altri) con il 51,73%
  • Genova (Liguria, Genova), uscente Marta Vincenzi (Ulivo, RC, IdV, CI, altri), eletto Marco Doria (PD, IdV, SEL, FdS, altri) con il 59,71%
  • Legnano (Lombardia, Milano), uscente Lorenzo Vitali (FI, AN, LN, UdC, altri), eletto Alberto Centinaio (PD, IdV, altri) con il 51,91%
  • Magenta (Lombardia, Milano), uscente Luca Del Gobbo (FI, AN, LN, UdC, altri), eletto Gianmarco Invernizzi (PD, FdS, IdV, SEL) con il 51,75%
  • Melegnano (Lombardia, Milano), uscente Vito Bellomo (FI, AN, LN, altri), eletto Vito Bellomo (PdL, altri) con il 51,04%
  • Rapallo (Liguria, Genova), uscente Mentore Campodonico (FI, AN, UdC, LN, altri), eletto Giorgio Costa (UdC, IdV, altri) con il 53,30%

 
Ore 18:40

 
Aggiornamento ore 18:20

 
Risultati definitivi:
  • Budrio (Emilia Romagna, Bologna), uscente Carlo Castelli (Ulivo, RC, IdV, altri), eletto Giulio Pierini (PD, IdV, altri) con il 51,43%
  • Ceccano (Lazio, Frosinone), uscente Antonio Ciotoli (DS, CI, DL, RC, altri), eletta Manuela Maliziola (FdS, SEL, IdV, altri) con il 55,27%
  • Chiavari (Liguria, Genova), uscente Vittorio Agostino (civica), eletto Roberto Levaggi (PdL, altri) con il 50,07%
  • Cerveteri (Lazio, Roma), uscente Gino Ciogli (PD, FdS, altri), eletto Alessio Pascucci (IdV, altri) con il 61,35%
  • Comacchio (Emilia Romagna, Ferrara), uscente Paolo Carli (PdL, LN, altri), eletto Marco Fabbri (M5S) con il 69,24%
  • Frosinone (Lazio, Frosinone), uscente Michele Marini (Ulivo, IdV, altri), eletto Nicola Ottaviani (PdL, altri) con il 53,12%
  • Gaeta (Lazio, Latina), uscente Antonio Raimondi (civica), eletto Cosmo Mitrano (PdL, UdC, altri) con il 64,13%
  • Minturno (Lazio, Latina), uscente Aristide Galasso (PD, UdC, IdV, altri), eletto Paolo Graziano (civica) con il 53,55%
  • Nocera Inferiore (Campania, Salerno), uscente Manlio Torquato (FLI, UdC, altri), eletto Manlio Torquato (UdC, FLI, altri) con il 63,21%
  • Parma (Emilia Romagna, Parma), uscente Pietro Vignali (civica), eletto Federico Pizzarotti (M5S) con il 60,22%
  • Piacenza (Emilia Romagna, Piacenza), uscente Roberto Reggi (Ulivo, RC, IdV, CI, altri), eletto Paolo Dosi (PD, IdV, altri) con il 57,77%
  • Rieti (Lazio, Rieti), uscente Giuseppe Emili (FI, AN, UdC, altri), eletto Simone Petrangeli (PD, SEL, FdS, IdV, altri) con il 67,17%

 
Ore 18:20

 
Aggiornamento ore 18:00

 
Risultati definitivi:
  • Avezzano (Abruzzo, L'Aquila), uscente Antonio Floris (FI, UdC, AN, altri), eletto Giovanni Di Pangrazio (PD, FLI, UdC, ApI, IdV, altri) con il 56,52%
  • Cassano all'Ionio (Calabria, Cosenza), uscente Gianluca Gallo (UdC, altri), eletto Giovanni Papasso (PD, SEL, IdV, altri) con il 52,76%
  • Castrovillari (Calabria, Cosenza), uscente Francesco Blaiotta (AN, UdC, altri), eletto Domenico Lo Polito (PD, UdC, SEL, altri) con il 56,79%
  • Jesolo (Veneto, Venezia), uscente Francesco Calzavara (FI, AN, LN, UdC, altri), eletto Valerio Zoggia (PdL, PD, UdC, altri) con il 56,08%
  • L'Aquila (Abruzzo, L'Aquila), uscente Massimo Cialente (DS, DL, IdV, RC, CI, altri), eletto Massimo Cialente (PD, ApI, IdV, FdS, SEL, altri) con il 59,19%
  • Montesilvano (Abruzzo, Pescara), uscente Pasquale Cordoma (AN, FI, UdC, altri), eletto Attilio Di Mattia (PD, UdC, IdV, FLI, altri) con il 53,81%
  • Ortona (Abruzzo, Chieti), uscente Nicola Fratino (AN, FI, UdC, altri), eletto Vincenzo D'Ottavio (PD, IdV, UdC, SEL, altri) con il 74,53%
  • Palmi (Calabria, Reggio Calabria), uscente Ennio Gaudio (AN, altri), eletto Giovanni Barone (PdL, UdC, altri) con il 64,26%
  • Paola (Calabria, Cosenza), uscente Roberto Perrotta (SDI, altri), eletto Basilio Ferrari (PdL, UdC, altri) con il 59,04%
  • San Giorgio a Cremano (Campania, Napoli), uscente Domenico Giorgiano (DL, DS, RC, CI, altri), eletto Domenico Giorgiano (Pd, IdV, ApI, SEL, FLI, altri) con il 55,69%
  • San Giovanni Lupatoto (Veneto, Verona), uscente Fabrizio Zerman (LN, AN, UdC, altri), eletto Federico Vantini (PD, IdV, altri) con il 51,15%
  • Volla (Campania, Napoli), uscente Salvatore Ricci (FI, UdC, AN, altri), eletto Angelo Guadagno (PD, SEL, IdV, altri) con il 62,48%

 
Ore 18:00

 
Aggiornamento ore 17:40

 
Risultati definitivi:
  • Belluno (Veneto, Belluno), uscente Antonio Prade (FI, LN, AN, UdC, altri), eletto Jacopo Massaro (civica) con il 62,68%
  • Camaiore (Toscana, Lucca), uscente Giampaolo Bertola (FI, AN, UdC, LN, altri), eletto Alessandro Del Dotto (PD, SEL, FdS, IdV, altri) con il 59,39%

 
Ore 17:40

 
Aggiornamento ore 17:20

 
Risultati definitivi:
  • Gallipoli (Puglia, Lecce), uscente Giuseppe Venneri (PdL, altri), eletto Francesco Errico (UdC, PD, altri) con il 66,79%
  • Sant'Elpiodio a Mare (Marche, Ancona), uscente Alessandro Mezzanotte (Ulivo, IdV, RC, altri), eletto Alessio Terrenzi (IdV, altri) con il 63,58%
  • Tolentino (Marche, Macerata), uscente Luciano Ruffini (Ulivo, CI, IdV, altri) eletto Giuseppe Pezzanesi (PdL, LN, altri) con il 57,18%

 
Ore 17:20

 
Aggiornamento ore 17:00

 
Risultati definitivi:
  • a Castiglione delle Stiviere (Lombardia, Mantova, uscente Fabrizio Paganella (FI, LN, UdC, AN), eletto Alessandro Novellini (PD, UdC, altri) con il 53,38%
  • a Jesi (Marche, Ancona), uscente Fabiano Belcecchi (Ulivo, RC, CI, altri), eletto Massimo Bacci (civica) con il 51,13%
  • a Palazzolo sull'Oglio (Lombardia, Brescia), uscente Alessandro Sala (FI, LN, AN), eletto Gabriele Zanni (PD, altri) con il 52,48%
  • a Tradate (Lombardia, Varese), uscente Stefano Candiani (LN, FI, AN, altri), eletta Laura Fiorina Cavallotti (PD, SEL, IdV, altri) con il 52,59%

 
ore 17:00

 
Aggiornamento ore 16:40

 
Ore 16:40

 
Aggiornamento ore 16:20

 
Ore 16:20

 
Aggiornamento ore 16:00

 
Ore 16:00

 
Aggiornamento ore 15:40

 
Ore 15:40

 
Situazione di partenza

Comuni al ballottaggio


venerdì 18 maggio 2012

Dati AGCom aprile 2012

Logo dell'AGCom

Aprile 2012 sarebbe dovuto essere un mese dominato dalla politica estera, con le elezioni presidenziali francesi, e dall'approssimarsi delle elezioni amministrative in molte città italiane, tra cui Palermo e Genova.
Sarebbe dovuto essere un mese in cui discutere di economia e di Europa, di alleanze e riposizionamenti strategici, e l'imminente scadenza elettorale avrebbe, sempre in teoria, imposto alle televisioni un rispetto particolarmente stringente delle regole della par condicio, principio che il periodo elettorale ha sempre visto rispettato.

Questo scenario, come evidenzia il consueto report mensile pubblicato dall'AGCom, è stato tuttavia spazzato completamente via dall'affaire Lega, lo scandalo che ha colpito al cuore il Carroccio e che ha condotto alla fine dell'era Bossi alla guida del partito. Più che di Hollande e Sarkozy, di Doria e Orlando, i temi politici dominanti di questo strano mese di aprile sono stati le lauree albanesi di Renzo Bossi, la guardia del corpo di Rosy Mauro, i diamanti e i lingotti di Belsito, il fascicolo secretato "The Family" e i soldi buttati dalla finestra del Senatùr. Con buona pace, in tutto e per tutto, anche della par condicio pre-elettorale.

Il mese ha visto un totale di 275 ore di informazione politica televisiva. Poiché da marzo sono stati modificati i criteri di valutazione dell'AGCom con l'inserimento di diverse nuove testate (estensione del TGLa7 e di SkyTG24 rispettivamente a La7D e Cielo, e introduzione di TGCOM24 e RepTV30), diventa impossibile una valutazione ad ampio spettro con i dati medi sul lungo periodo, o un confronto mirato con le elezioni amministrative del 2011. Resta solo la possibilità di un confronto con il mese precedente, rispetto al quale si è assistito ad un incremento di circa 14 ore (+5%). L'incremento risulta relativamente modesto, portando alla conclusione che l'evento mediatico Lega Nord sia andato a sovrascrivere l'attenzione per gli appuntamenti elettorali piuttosto che aggiungersi ad esso.

Dati AGCom aprile 2012

La tabella dei dati grezzi permette da subito di quantificare il fenomeno: la Lega Nord diventa per la prima volta primo partito italiano in termini di esposizione mediatica, risultando l'ente in assoluto più considerato su TG2, TG3, Rainews24, TG4, TG5, Studio Aperto, TGCOM, TGCOM24, TGLa7, MTVFlash, SkyTG24 e Rainews. Un vero primato per la formazione padana, sia pure ben poco lusinghiero considerati i temi trattati.
Le altre forze politiche ne sono uscite ridimensionate di conseguenza, in particolar modo il PD che tocca il suo minimo dell'anno. Persino i componenti delle istituzioni, pur mantenendosi a livelli generali molto alti, risultano danneggiati a causa della sovraesposizione mediatica della Lega Nord.

Dati AGCon 2012 aggregati per
Istituzioni - Maggioranza - Opposizione

Lo stravolgimento dei dati grezzi rispetto alle passate rilevazioni si riflette naturalmente sull'istogramma della distribuzione temporale tra maggioranza, opposizione e istituzioni, che raggiunge per la prima volta dall'insediamento del Governo Monti un livello di equilibrio impensabile considerando la differente ampiezza delle formazioni che compongono le varie entità. Per la prima volta la componente istituzionale scende non solo sotto la soglia della maggioranza assoluta, ma persino sotto quella del 40%, mentre l'opposizione supera, sempre per la prima volta, la maggioranza: scenari sicuramente inediti in una situazione in cui l'opposizione è costituita praticamente solo da Lega Nord e Italia dei Valori.

Nel contesto di una situazione così alterata dallo scandalo leghista, le testate che hanno dato maggiore spazio alle istituzioni sono state TG1 e Rainews, quelle che hanno privilegiato la maggioranza sono state RepTV30 e TG3 e infine quelle che hanno offerto il maggiore risalto alle forze di opposizione si sono rivelate Studio Aperto e TG4.

Dati AGCom aprile 2012 aggregati per
area politico-culturale

Analogamente viene modificato il grafico relativo alla distribuzione del tempo politico nei telegiornali: la destra leghista raggiunge un faraonico 46,50% medio nel tempo di informazione televisiva, schiacciando tutte le altre formazioni politiche.
È interessante osservare come sia stato il centro ad essere maggiormente penalizzato dallo spostamento a destra delle tematiche di discussione in televisione, con una riduzione del tempo a disposizione di oltre il 60% sul mese precedente. A ruota, il centrosinistra cala del 44%, la sinistra radicale del 38% ed il centrodestra del 32%. In controtendenza i partiti non allineati alle principali formazioni politiche, in lieve aumento rispetto al mese di marzo.

Studio Aperto e TGCOM24 sono stati i telegiornali maggiormente orientati a parlare dello scandalo Lega Nord, mentre il centrodestra ha tenuto banco soprattutto su RepTV30 e TG3. Il centro moderato è stato rappresentato in particolar modo da TG2 e TG1; il centrosinistra, infine, ha i suoi baluardi su RepTV30 e TG1.

Dati AGCom 2012

Dati AGCom 2012 aggregati per
Istituzioni - Maggioranza - Opposizione

Dati AGCom 2012 aggregati per
area politico-culturale

Le tabelle relative allo storico offrono l'evidenza immediata di quanto l'incremento del tempo dedicato alla Lega Nord abbia sconvolto i trend dei mesi precedenti con picchi spropositati di attenzione mediatica. Sarà interessante osservarne il tempo di riassorbimento, ovvero il tempo di ritorno a situazioni precedenti l'esplosione dell'inchiesta su Belsito, nei prossimi mesi.

Ben più che il valore numerico in sé stesso, i dati AGCom di aprile 2012 permettono di affrontare un tema che spesso uscite demagogiche e superficiali relegano al ruolo di frase di circostanza o a boutade. Esiste un complotto contro la Lega Nord per punirla in qualche modo della sua opposizione al Governo onti? Si è trattato di giustizia ad orologeria scatenata a poca distanza dalle elezioni amministrative per colpire nel momento più delicato il partito di Bossi?
Naturalmente si esclude in questa sede un'analisi di tipo giudiziario, ma è anche vero che nella politica odierna l'immagine dei partiti viene più facilmente distrutta da una campagna mediatica ostile che da una sentenza di condanna nelle aule della giustizia. Da questo punto di vista è evidente che il tempo dedicato alla Lega Nord da tutti i telegiornali nazionali è stato oggettivamente elevatissimo, soprattutto in proporzione ad altri eventi come alle inchieste su Lusi e Penati nel centrosinistra e ai numerosi scandali che travagliano il centrodestra dalla giunta lombarda alle presunte vicinanze di Cosentino con la camorra.
Non è inoltre da sottovalutare il fatto che, in una sorta di faida del tutto interna al centrodestra, siano state le reti Mediaset ad aver maggiormente calcato la mano sulla Lega Nord, offrendo al Carroccio le percentuali più alte in termini di esposizione mediatica.

Diventa quindi obbligatorio parlare di complotto, di attacco frontale, di premeditazione finalizzata la distruzione del partito di Umberto Bossi?
In realtà la tesi non appare probabile, non tanto per l'effetto ottenuto - analizzando i dati televisivi avendo in mano i risultati delle amministrative di maggio permette di comprendere quanto la Lega Nord abbia patito dal caso Belsito - quanto per l'eterogeneità degli attori coinvolti: diventa arduo pensare ad un sodalizio non già tra i politici, ma tra giornalisti, editori, conduttori di destra e di sinistra con lo scopo di affossare la Lega Nord.
Vi è in effetti una spiegazione molto più sempice per il comportamento effettivamente abnorme delle emittenti televisive: una regola basilare dell'antropologia politica consiste nella riduzione di una formazione, con tutte le sue contraddizioni e le sue complessità, ai suoi tratti caratteristici fondamentali, a quegli elementi salienti in grado di contraddistinguerla dalle altre e renderla in qualche modo unica nel panorama politico di riferimento. Una rottura rispetto a questi elementi fondamentali costituisce quindi necessariamente un evento di grande portata, una sorta di tradimento molto più grave di eventi magari più rilevanti ma relativi a temi meno significativi nella caratterizzazione del partito.
L'accusa di favoreggiamento verso un'organizzazione criminale da parte di un esponente del PdL ha meno rilievo tanto mediatico quanto di scalpore nell'immaginario collettivo, proprio perché il tema della legalità non è e non è mai stato il tratto distintivo di questa formazione. Lo stesso, anche se non al medesimo livello, può essere detto per il PD: i temi distintivi della formazione di Bersani sono l'economia ed il lavoro, mentre la giustizia è un aspetto, per quanto importante, di minor rilievo nel DNA del partito.
La Lega Nord, invece, è nata espressamente come reazione alla casta di "Roma Ladrona", come il partito dei cappi sventolati in parlamento, del "Berlusconi mafioso" e del mito dell'onesto uomo del Nord Italia alla riscossa contro uno Stato centrale corrotto e ladro. Ciò che oltre un decennio di governo non è riuscito a fare, malgrado alleanze e spartizioni di potere del tutto analoghe a quelle delle altre formazioni politiche, è accaduto invece con l'inchiesta su Belsito: la Lega si è ritrovata un partito spezzato, privo della propria forza motrice originaria, di quel tratto distintivo che in qualche modo ne giustificava l'esistenza.

Ciò su cui i media si sono catapultati non è quindi l'affaire sulla gestione allegra dei fondi della Lega Nord, ma è al contrario la fine di un partito - o almeno di un suo modo di esistere - così come lo avevamo conosciuto ormai dal lontano 1989.

lunedì 14 maggio 2012

Batosta per la Merkel alle regionali

Hannelore Kraft (SPD)

In questo turbine elettorale che tra maggio e giugno ha portato e porterà alle urne molti cittadini di alcuni tra i principali Paesi europei, un posto d'onore - forse un gradino al di sotto solo delle elezioni presidenziali francesi - meritano le elezioni amministrative nel Nordrhein-Westfalen, il più ricco e popoloso land tedesco, cuore industriale e minerario della Germania.
Questa regione occidentale, con capoluogo Düsseldorf, produce da sola circa il 20% del PIL tedesco, ed il tenore di vita dei suoi cittadini è situato circa il 15% al di sopra della media europea. Tra le principali realtà industriali della zona si nominano il colosso energetico E.On. e quello delle comunicazioni Deutsche Telekom; spicca inoltre il nome ThyssenKrupp, tristemente noto in Italia per il rogo dello stabilimento di Torino. È inoltre sede secondaria di altre importanti compagnie come Toyota, Reanult, LG Electronics, Sony ed Ericsson.

Dal punto di vista politico, il Nordrhein-Westfalen è considerato una roccaforte della SPD: governadata dalla CDU fino al 1966 (ad eccezione del biennio 1956 - 1958), ha poi visto una ininterrotta successione di presidenti SPD fino al 2005, quando con un risultato di portata storica la CDU tornò al governo con Jürgen Rüttgers. Nel 2010 il land tornò a sinistra, ma con un risultato a dir poco incerto che portò alla formazione di un governo rosso-verde di minoranza di vita relativamente breve: a marzo 2012 infatti l'esecutivo regionale cadde su questioni di bilancio per condurre il land alle elezioni anticipate.

Di per sé l'elezione in una regione così importante per l'economia tedesca ed europea non poteva già essere considerata alla stregua di un qualsiasi altro appuntamento elettorale, ma a portare alla ribalta mediatica questa particolare tornata sono stati i temi della campagna elettorale. La presidentessa Kraft (SPD) è stata infatti duramente attaccata dalla CDU - nella persona del suo candidato Norbert Röttgen, che essendo membro del Governo di Berlino è stato visto come estensione di Angela Merkel - per la sua politica economica lontana dalle linee guida rigoriste propugnate dai conservatori. Si è quindi prefigurato uno scontro frontale non già tra SPD e CDU, ma tra due modelli politici ed economici letteralmente contrapposti tra loro. Tanto quindi per tematiche, quanto per le ripercussioni sulla futura politica della Merkel, sarebbe stato quindi riduttivo etichettare le amministrative del Nordrhein-Westfalencome elezioni regionali; ben più corretto è analizzare il risultato di questo appuntamento elettorale come un vero e proprio referendum sulla linea economica di Angela Merkel e del suo Governo.

Risultati delle elezioni amministrative
in Nordrhein-Westfalen (2010 - 2012)

Distribuzione dei voti in Nordrhein-Westfalen

Il primo dato necessario per analizzare il risultato elettorale è quello dell'affluenza, che si presenta in leggera crescita dal 2010 al 2012 passando dal 59,3% al 59,6%. Un incremento modesto che tuttavia aiuta a circoscrivere gli effetti dell'astensione: per quanto sia possibile che vi sia stato un pareggio tra coloro che hanno scelto di disertare le urne e coloro che dopo essersi astenuti in passato vi sono invece ritornati, certamente è molto probabile che gli spostamenti del voto tra i partiti siano invece coincisi in massima parte con un effettivo riposizionamento dell'elettorato.

Questa chiave di lettura è particolarmente preoccupante per Angela Merkel ed il suo partito, la CDU: i democristiani tedeschi perdono oltre 600.000 voti in termini assoluti, pari all'8,25% dei consensi. Un dato molto pesante, una perdita doppia rispetto a quanto pronosticato dai sondaggi della vigilia, che porta il partito al suo minimo storico nel land dal secondo dopoguerra. La profonda disaffezione per la CDU, che inanella forse la sua seconda sconfitta più grave di questi ultimi anni dopo quella - storica - in Baden-Württemberg del marzo 2011, non può essere ricondotta a motivazioni locali. Il fatto che l'economia fosse il tema dominante della campagna elettorale e il fatto che il candidato CDU fosse un membro del Governo di Berlino danno chiara valenza nazionale al voto, e segnano una sonora bocciatura per la politica economica rigorista della Merkel.

Contrariamente a quanto avvenuto in numerose altre regioni tedesche, la FDP riesce a restare nel parlamento regionale, e anzi a segnare un'avanzata rispetto al 2010. Gli alleati della Merkel, fortemente puniti in pressoché tutte le altre elezioni locali degli ultimi anni, sono invece stati in grado non solo di conservare il proprio elettorato, ma anche di intercettare una pur minima parte dei voti in fuga dalla CDU. Non è semplice interpretare questo fenomeno, ma emerge sicuramente con chiarezza la focalizzazione dell'opposizione alla Merkel persino all'interno del suo stesso schieramento, con una frazione minoritaria ma non trascurabile dell'elettorato (stimabile intorno alle cento-centocinquantamila unità) che pur restando nel perimetro della coalizione governativa si sposta dalla CDU della cancelliera agli alleati liberali.

Restando nel campo degli sconfitti da questa tornata elettorale bisogna svoltare decisamente a sinistra, con la Linke che passa dal 5,61% ad un modesto 2,50% uscendo dal parlamento regionale. Con un'emorragia di quasi 250.000 preferenze la formazione di sinistra risulta essere il secondo partito più penalizzato dall'elezione 2012 dopo la CDU della Merkel; la formazione di La Fontaine ha certamente sofferto la concorrenza di una SPD in grado di calamitare l'opposizione al governo federale, ma è indubbio che il successo dei Piraten abbia in qualche modo svuotato la Linke de suo elettorato meno militante e più di protesta.

Proprio il giovane partito dei Piraten è uno dei grandi vincitori di questa tornata elettorale, entrando nel quarto parlamento regionale dopo i successi di Berlino, Saarland, e Schleswig Holstein. Con un incremento di quasi mezzo milione di voti i Piraten sono la formazione con il più alto tasso di crescita, che consente loro di guadagnare 20 consiglieri: la minore delle forze entrate nel parlamento regionale, ma sicuramente un grande successo per questo partito che si trova a confrontarsi con formazioni storiche e decisamente più radicate e blasonate.

Se la vittoria dei Piraten è soprattutto morale, la coalizione di centrosinistra centra un grande successo, ed il fatto che il Nordrhein-Westfalen sia un tradizionale feudo rosso non ne sminuisce la portata e l'importanza. I Grünen si mantengono tutto sommato stabili, in calo di circa 60.000 voti all'11% (-1 dal 2010), evidenziando una conquistata maturità elettorale e un bacino di voti tutto sommato stabilizzato. Il loro peso nel parlamento regionale resta tutto sommato inalterato, dal 12,71% dei seggi al 12,24%, mentre il loro potere all'interno del governo di coalizione con la SPD risulta invece indebolito (dal 25,56% al 22,66%) pur restando su valori comunque molto alti.

Proprio i socialisti si possono considerare i veri vincitori della tornata elettorale, ed i numeri sono lì a confermarlo: +4,65% rispetto al 2010, un incremento di quasi 400.000 voti in termini assoluti, un aumento del 4,76% dei seggi conquistati. La SPD interrompe una discesa che continuava ininterrotta dal 1985 riportandosi su valori superiori tanto al 2010 quanto al 2005. Il successo della formazione socialdemocratica è totale, premia il governo uscente di Hannelore Kraft e la sua politica orientata alla crescita attraverso la spesa pubblica. Giustizia sociale, integrazione, scuola, sostegni alle famiglie: politiche dispendiose, che hanno portato ad un peggioramento delle finanze del land ma che la Kraft (e con lei la popolazione del land) ha definito in realtà politiche di investimento in grado di prevenire spese future - in special modo in ambito scolastico.

Parlamento regionale del Nordrhein-Westfalen

Se a livello del Bundesrat il land era e resta all'opposizione rispetto al Governo federale e quindi non vi saranno impatti in termini di votazioni a Berlino, è chiaro che l'azione politica della Merkel esce con le ossa rotte da questo appuntamento elettorale, evidenziando come persino nel suo stesso Paese la linea rigorista del Governo sia ormai malvista e osteggiata.
Probabilmente non poteva esservi un migliore auspicio per Hollande, che durante la settimana incontrerà proprio Angela Merkel per tentare di rimettere in gioco il fiscal compact o quantomeno affiancarlo a misure destinate alla crescita. E anche per l'Italia, certamente tra i Paesi che maggiormente soffrono delle attuali politiche berlinesi, il voto di domenica apre scenari inaspettati che consentono di guardare al futuro con maggiore speranza.

Per Angela Merkel si tratta invece di una sconfitta bruciante - nell'entità più che nell'esito in sé delle consultazioni elettorali - che da un lato ne indebolisce la fermezza dell'azione politica, necessariamente più annacquata via via che le elezioni federali del 2013 si avvicineranno, e dall'altro lancia alla ribalta una figura politica, quella di Hannelore Kraft, in grado di sfidarla sul suo stesso terreno con ricette economiche alternative e che ora rischia di ritrovarsi come rivale nel 2013 per il posto di Cancelliere.

mercoledì 9 maggio 2012

Comunali 2012, riepilogo dopo il primo turno

Elezioni amministrative 2012

DISCLAIMER: i dati che seguono sono stati reperiti dal Ministero dell'Interno, dal sito della Regione Friuli Venezia Giulia, dal sito della Regione Sicilia e dal sito www.comuni-italiani.it.

PIEMONTE


LOMBARDIA


VENETO


FRIULI VENEZIA GIULIA


LIGURIA


EMILIA ROMAGNA


TOSCANA


UMBRIA


MARCHE


LAZIO


ABRUZZO


MOLISE


CAMPANIA


PUGLIA

Lo scrutinio di Gravina in Puglia risulta ancora in corso

BASILICATA


CALABRIA

Lo scrutinio di Catanzaro risulta ancora in corso

SICILIA

Lo scrutinio di Palermo risulta ancora in corso

lunedì 7 maggio 2012

La gauche è tornata!

François Hollande (PS), Presidente della Repubblica Francese

Era il 1988 quando François Maurice Adrien Marie Mitterrand veniva eletto per la seconda volta Presidente della Repubblica Francese. Era l'ultima volta che la Francia alle elezioni presidenziali votava a sinistra, prima di inaugurare, nel 1995, un filotto di tre consultazioni che consegnarono all'UMP la seconda potenza economica europea alla destra moderata dell'UMP.
Oggi un altro François, Hollande, riporta il Paese transalpino a sinistra, con una vittoria elettorale secca e indiscutibile, che sotto ogni aspetto segna una profonda e radicale rottura conil passato, segnando un reale landslide del voto degli elettori francesi che non è possibile liquidare con il semplice rifugio nell'astensionismo o in una delusione circoscritta al Presidente uscente Sarkozy.

Risultati delle elezioni presidenziali 2007 e 2012

Come evidenzia la tabella (i risultati complessivi sono disponibili a questo link), Hollande supera Sarkozy 51,62% a 48,38%, una vittoria di misura se confrontata con il distacco che cinque anni prima Sarkozy inflisse a Royal, ma comunque quantificabile in oltre un milione e centomila voti.
Il primo dato rilevante per l'analisi elettorale di queste consultazioni presidenziali è naturalmente quello dell'affluenza: i voti validi al ballottaggio sono stati 34.869.809, in calo di circa un milione rispetto al primo turno e di novecentomila rispetto al ballottaggio del 2007. Si è recato alle urne il 97,17% dei votanti al primo turno, contro il 97,42% del 2007. Questa differenza dello 0,26%, quantificabile in meno di centomila voti, evidenzia come in realtà il tema della dispersione del voto e della rappresentatività dei candidati maggiori al di fuori dell'elettorato di riferimento - in special modo per quanto riguarda la predisposizione al voto degli elettori del FN - non fosse altro che un falso problema: che sia stato per reale identificazione o per pragmatismo, i francesi non hanno rinunciato ad esprimere la propria preferenza al ballottaggio solo perché il loro principale cndidato di riferimento era stato escluso dopo il primo turno.
Si tratta certamente di un valore aggiunto per la vittoria di Hollande, in quanto evidenza di una sua reale capacità di intercettare i voti non socialisti piuttosto che una semplice delusione nei confronti di Sarkozy.

Se il numero di voti validi ha seguito un andamento analogo al primo turno rispetto al 2007, è tuttavia da non sottovalutare il messaggio mandato dalle schede nulle e bianche, quasi triplicato: in aggiunta alla fisiologica popolazione votante, sostanzialmente, si ha evidenza di un chiaro messaggio di protesta, proveniente per lo più dal FN, verso i due candidati principali, espresso attraverso un mezzo chiaro e democratico ed il cuo significato non può essere ignorato. Se tale fenomeno non inficia la fedeltà al voto del popolo francese, da però evidenza di un popolo "aggiuntivo", quello degli arrabbiati, che non potrà essere ignorato ancora a lungo.

Rispetto al 2007, il candidato socialista guadagna 1.209.998 voti, mentre il Presidente uscente ne perde 2.113.767.
Numeri di questo genere, uniti appunto ad un calo dei votanti di circa 900.000 unità, conducono ad alcune riflessioni sicuramente dirimenti.
In primo luogo, per quanto banale, Hollande è stato in grado di aumentare rispetto al 2007 il consenso assoluto per la candidatura della gauche, e non solo quello percentuale. Non è stato quindi semplicemente il candidato in grado di perdere di meno e di conservare con maggiore efficacia il proprio elettorato di cinque anni prima, ma ha anzi incrementato il numero dei voti, fenomeno piuttosto raro in questo periodo storico.
Secondariamente, l'incremento dei voti socialisti è stato superiore alla diminuzione del numero totale dei votanti. Questo secondo dato è particolarmente importante nella valutazione del flusso in uscita da Sarkozy. Naturalmente capire i reali flussi dei voti da e per i due candidati e l'astensione è possibile solo tramite interpolazioni statistiche e con un certo margine di errore, tuttavia simili cifre offrono la certezza matematica che i voti in uscita da Sarkozy sono andati in misura maggiore verso Hollande che verso l'astensione. Si tratta forse dell'elemento cruciale di questa elezione presidenziale, che evidenzia un reale spostamento verso sinistra dell'elettorato.

Distribuzione geografica del voto
elezioni presidenziali 2007 - 2012

L'analisi geografica del voto su base regionale non fa che confermare la tendenza che la tabella a livello nazionale aveva già inquadrato: al di là dei pur numerosi pick-up da destra a sinistra (Basse-Normandie, Bourgogne, Guyane, Haute-Normandie, Ile-de-France, Languedoc-Roussillon, Nord-Pas-de-Calais, Pays-de-la-Loire, Picardie, Wallis-et-Futuna) a fronte della sola Mayotte conquistata da Sarkozy, quello che si nota è un generalizzato e diffuso spostamento verso sinistra che contempla, con l'eccezione di alcuni territori d'oltremare, l'intera Francia.

Variazione ballottagio 2007 - ballottaggio 2012

Sarkozy cede a Hollande in media il 4,5%, con una deviazione standard su base regionale del 5% circa; questo valore denota una certa uniformità sull'intero territorio nazionale, a riprova della non sussistenza di fattori locali che possano aver condizionato l'elezione, quanto piuttosto di un desiderio comune all'intero Paese di voltare pagina.

Hollande è dunque Presidente della Repubblica.
Al termine del primo turno il risultato era facilmente prevedibile, e anche l'entità del vantaggio ottenuto rispecchia in maniera piuttosto fedele i rapporti di forza tra primo e secondo turno già sperimentati nel 2007. Vi è anzi da dire che Sarkozy al ballottaggio si è comportato in maniera più efficace rispetto a Royal cinque anni prima, rosicchiando al suo rivale circa un punto di svantaggio rispetto alle previsioni più accreditate.
La Francia, in generale, ha dimostrato di non avere paura. Quando Mitterand venne eletto la prima volta nel lontano 1981 le borse segnarono perdite a due cifre, e Sarkozy in campagna elettorale aveva espressamente additato questo pericolo per tentare un ultimo, disperato, recupero. La Francia ha invece scelto l'orgoglio di non piegare la propria scelta democratica alle logiche del mercato.
E questa, più di ogni altra cosa, è ora la grande responsabilità di Hollande. Il popolo francese ha scelto Hollande malgrado non fosse il candidato prediletto dal gotha della finanza mondiale, e anzi è possibile che questo ruolo abbia alla fine agevolato il successo del candidato socialista, conferendogli un'aura anti-sistema e anti-mercato che - considerata la gravità della crisi economica - non può che avergli portato ulteriori voti. Hollande ha ora il difficile compito di rispondere ai milioni di cittadini che gli hanno accordato fiducia anche per questo bisogno di riscrittura delle regole dell'economia capitalista contemporanea, per la necessità di un'elasticità dei mercati fino a qui sepolta in un rigorismo che per quanto condivisibile eticamente sta lentamente uccidendo l'economia europea.
Solo dopo le legislative di giugno sarà però possibile capire quali saranno i reali poteri di cui disporrà il nuovo Presidente, se potrà contare su un governo amico oppure se sarà costretto ad un'estenuante coabitazione, in grado di uccidere nella culla il sogno, che ora scalda i cuori di così tanti progressisti in tutto il Vecchio Continente, di un rinnovamento europeo.

mercoledì 2 maggio 2012

Francia, dopo le presidenziali le legislative

Palais Bourbon, sede dell'Assemblée Nationale

Almeno fino a novembre, quando l'attenzione del mondo si sposterà oltreoceano per seguire la battaglia tra Obama e Romney, si può ben affermare che le elezioni presidenziali francesi in corso costituiscano l'evento elettorale più importante e affascinante dell'anno.
A giustificare in larga parte il livello di attenzione che i media di tutto il mondo stanno riversando su questo appuntamento vi sono molteplici fattori: la Francia è una delle principali potenze mondiali a livello economico - seconda economia UE - e politico; e sebbene in periodo di stabilità un simile dettaglio rischi sempre di finire nel dimenticatoio, la lunga tradizione nuclearista d'oltralpe rende il Paese anche una potenza globale a a livello militare. A tutto questo, naturalmente, si aggiunge il ruolo che la legislazione assegna al Presidente della Repubblica: contrariamente che in Italia, dove tale carica possiede unicamente un ruolo di garanzia del rispetto della Costituzione da parte dei tre poteri dello Stato, in Francia il Presidente della Repubblica ha un ruolo piuttosto attivo: tra i suoi poteri spiccano infatti la possibilità di iniziativa legislativa e quella di indire referendum; inoltre ha facoltà di sciogliere le camere - nei limiti previsti dalla Costituzione - e di nomina del Primo Ministro del Governo.

Questa lunga lista di poteri, se da un lato spiega bene l'attenzione rivolta verso le attuali consultazioni presidenziali, tende a sminuire in maniera forse esagerata il ruolo del potere legislativo in Francia, che però bilancia con attenzione quello presidenziale: malgrado la nomina da parte del Presidente della Repubblica, il Governo deve infatti avere la fiducia dell'Assemblea Nazionale, la più importante tra le due Camere del Parlamento Francese.
L'attuale sistema elettorale francese, prevedendo consultazioni separate per le elezioni presidenziali e quelle legislative, ammette quindi che vi possano essere un presidente di un colore ed una maggioranza parlamentare di un'altro; in questo caso, definito coabitazione, i poteri del Presidente della Repubblica risultano fortemente limitati da un Parlamento sostanzialmente ostile - come, sia pure per vie differenti, può avvenire negli Stati Uniti d'America - arrivando ad un bilanciamento dei poteri in mano a ciascuna carica.
Laddove invece si sia in presenza di un Presidente della Repubblica e di un'Assemblea Nazionale in mano alla stessa parte politica possono emergere tutti gli aspetti più spinti del presidenzialismo francese, come si è ad esempio assistito dal 2002 ad oggi quando tanto i moderati dell'UMP hanno avuto saldamente il controllo del Paese.
Proprio la fase di controllo eseguita dal Parlamento sul Governo rende la Francia non già una repubblica presidenziale, come qualcuno frettolosamente potrebbe essere portato a pensare, quanto piuttosto una repubblica semipresidenziale, in cui convivono la facoltà presidenziale di indirizzo politico del Governo e le forme di controllo del Parlamento per limitarne l'ascendente sul Governo.

In Francia si voterà nel mese di giugno (10 giugno il primo turno, 17 l'eventuale ballottaggio) per il rinnovo dell'Assemblea Nazionale; ad oggi questa Camera del Parlamento è composta da 577 deputati, eletti con un sistema maggioritario a doppio turno che presenta alcune interessanti peculiarità. Viene infatti eletto al primo turno il candidato che ottiene il 50% più uno dei voti espressi con un'affluenza di almeno il 25%. Se nessun candidato ottiene un simile risultato, sono ammessi al secondo turno i candidati che ottengono almeno il 12,5% dei voti, calcolati sul totale degli elettori e non dei votanti; se un solo candidato o nessun candidato rispetta simili condizioni, sono ammessi al ballottaggio i due candidati che hanno ottenuto più voti. Al secondo turno, semplicemente, viene eletto chi ottiene il maggior numero di voti.
Contrariamente a quanto avviene alle elezioni amministrative italiane, e a quanto avviene nelle stesse elezioni presidenziali francesi, è quindi possibile al secondo turno avere scontri tra più contendenti.

Confronto legislative 2007 - presidenziali 2007 (1° turno)

Come mostra il grafico riportato, il mese circa di distanza che intercorse nel 2007 tra le elezioni presidenziali e quelle legislative non alterò in maniera significativa l'orientamento dei votanti, portando l'UMP di Sarkozy ad aggiudicarsi 313 seggi. Assieme agli alleati, la maggioranza a sostegno del Presidente contava 345 voti su 577 (59,79%).
Almeno per quanto riguarda il primo turno elettorale, sono due le principali divergenze tra le elezioni legislative e quelle presidenziali, i fattori che possono rendere complesso tentare di proiettare senza colpo ferire l'esito delle elezioni per l'Eliseo su quello delle elezioni per l'Assemblea Nazionale.
Il primo, naturalmente, è la differente ripartizione geografica delle circoscrizioni. Dal momento che l'elezione si basa su un maggioritario uninominale, è stato necessario dividere il territorio francese in 577 circoscrizioni; esse di fatto si ritrovano ad essere suddivisioni amministrative dei départements, e ad evidenziare quindi tendenze politiche con una localizzazione intermedia tra quella provinciale e quella comunale (fanno eccezione le grandi aree urbane di Parigi, Lione, Lilla e Marsiglia, in cui le circoscrizioni sono a loro volta frazionamenti del territorio comunale). Il risultato di un dipartimento, quindi, che altro non è che la media ponderata di quelli dei singoli seggi che lo compongono, viene frazionato geograficamente in componenti di minore dimensione, che pur rispettando nel loro complesso l'andamento generale svelano ciascuno tendenze e peculiarità autonome.
Il secondo, ma non meno importante, motivo riguarda invece la variabilità introdotta dalla percezione del candidato locale. In un'elezione di questo genere si attenuano gli effetti del carisma e delle idee del candidato nazionale alla presidenza - tendenzialmente omogenei sul territorio nazionale - per far spazio a centinaia di repliche di simili effetti su piccola scala, ciascuno indipendente dagli altri e quindi in grado di introdurre fattori correttivi anche differenti tra loro rispetto al voto per le presidenziali.

Deviazione standard voti
legislative 2007 - presidenziali 2007 (1° turno)

Malgrado queste pur importanti differenze, la tabella riportata evidenzia quanto forti siano le affinità tra le due votazioni, e rende quindi lecito studiare la distribuzione del voto dei partiti principali per ricavarne indizi sull'andamento del primo turno delle elezioni legislative.
Proiettando quindi i dati delle presidenziali 2012 si ottiene (i dati fanno riferimento ai dipartimenti e non alle circoscrizioni) come ingresso al secondo turno:
  • scontri UMP - PS: Aveyron, Cantal, Correze, Cotes d'Armor, Finistere, Ille et Vilaine, Landes, Loire atlantique, Lot, Mayenne, Hautes Pyrenees, Rhone, Paris, Yvelines, Deux Sevres, Essonne, Hauts de Seine, Seine Saint Denis, Val de Marne, Val d'Oise, Guadeloupe, Martinique, Guyane, La Reunion, Mayotte, Nouvelle Caledonie, Polynesie française, Saint Pierre et Miquelon, Wallis et Futuna, Saint Martin et Saint Barthelemy, Etranger
  • scontri FN - UMP - PS: Ain, Aisne, Allier, Alpes de Haute Provence, Hautes Alpes, Alpes Maritimes, Ardeche, Ardennes, Aube, Aude, Bouches du Rhone, Calvados, Charente, Charente Maritime, Cher, Corse Sud, Haute Corse, Cote d'Or, Creuse, Dordogne, Doubs, Drome, Eure, Eure et Loir, Gard, Haute Garonne, Gers, Gironde, Herault, Indre, Indre et Loire, Isere, Jura, Loir et Cher, Loire, Haute Loire, Loiret, Lot et Garonne, Lozere, Maine et Loire, Manche, Marne, Haute Marne, Meurthe et Moselle, Meuse, Morbihan, Moselle, Nievre, Nord, Oise, Orne, Pas de Calais, Puy de Dome, Pyrenees orientales, Bas Rhin, Haut Rhin, Haute Saone, Saone et Loire, Sarthe, Savoie, Haute Savoie, Seine maritime, Seine et Marne, Somme, Tarn, Tarn et Garonne, Var, Vaucluse, Vendee, Vienne, Haute Vienne, Vosges, Yonne, Territoire de Belfort
  • scontro UMP - MoDem - PS: Pyrenees atlantiques
  • scontro FN - UMP - PS - FdG: Ariege
Sono due le tematiche portanti dei risultati del primo turno, pur con tutte le approssimazioni del caso: UMP e PS sono ancora i partiti predominanti, e non esiste dipartimento in cui non arrivino quantomeno al ballottaggio.
Al tempo stesso, tuttavia, il classico bipartitismo alla francese sembra quantomai in crisi, con il FN ormai competitivo sulla quasi totalità del territorio nazionale - con la macroscopica eccezione di Parigi.

In queste elezioni legislative, tuttavia, le rivalità a destra tra UMP e FN non possono che favorire il PS di Hollande, che salvo imprevisti dell'ultima ora dovrebbe essere in grado di recuperare la maggioranza parlamentare all'Assemblea Nazionale persa nel 2002. Probabilmente, la gauche in questo momento ha maggiori possibilità del suo stesso candidato.
Related Posts with Thumbnails