venerdì 20 maggio 2011

Brema, la Germania torna alle urne

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Jens Böhrnsen (SPD), primo cittadino di Brema

Mentre ancora divampano i fuochi delle elezioni amministrative in Italia, la Germania ritorna al voto per la quarta volta nel 2011, per le elezioni amministrative nel land di Bremen.
Le precedenti consultazioni hanno visto ovunque sconfitta la coalizione nero-gialla che governa a Berlino: la SPD si impone ad Hamburg con la maggioranza assoluta dei seggi; in Sachsen-Anhalt solo una sinistra divisa in due ha permesso il mantenimento della Große Koalition; nel doppio turno in Rheinland-Pfalz ed in Baden-Württemberg si consuma invece una storica disfatta per la coalizione di Angela Merkel, che perde il controllo di una regione da sempre democristiana.

Sarà difficile che la città-stato di Bremen, possa modificare il trend ostile al governo federale. La città è considerata una vera roccaforte socialdemocratica, retta ininterrottamente dalla SPD dal secondo dopoguerra.
Il presidente uscente è Jens Böhrnsen (SPD), alla guida della città con una coalizione rosso-verde. Il land si posiziona quindi tra le regioni ostili al governo nel Bundesrat nazionale, a cui contribuisce con tre elementi. Con poco meno di 700.000 abitanti si tratta della regione più piccola della Germania.

Le ultime elezioni, tenutesi nel 2007, hanno visto imporsi la SPD con il 36,8%; staccata nettamente la CDU, che racimola appena il 25,7%, ed i Grünen con il 16,4%. Completano il quadro dell'attuale Parlamento regionale la FPD con l'8,4% e la Linke con il 6,0%. Il governo è composto da una coalizione rosso-verde guidata dal socialdemocratico Jens Böhrnsen.

Intenzioni di voto a Brema maggio 2011
(Dati infratest Dimap)

Come mostrano i sondaggi della Infratest Dimap relativi al trend del mese di maggio, il land è saldamente in mano alle forze progressiste, ed il risultato praticamente scontato è la riedizione della coalizione rosso-verde già alla guida della città-stato.
Il dettaglio dei numeri è però ancora più impietoso con la coalizione conservatrice giallo-nera: la CDU, il partito di Angela Merkel, viene dato in calo netto di oltre 5 punti percentuali, attestandosi ad un poco onorevole 20% che la renderebbe terza forza nella regione. Più contenuto ma decisamente più impattante il -3% dei liberali del FDP, che li porterebbe sotto la soglia del 5% e quindi al di fuori del parlamento regionale.

Stabile la SPD, che dopo i continui cali delle precedenti consultazioni pare aver trovato un proprio equilibrio intorno al 36%. Eclatante invece la performance dei Grünen, che vengono dati in forte ascesa di oltre otto punti percentuali e, cosa ancora più importante, ai due terzi del valore della SPD: se queste proporzioni dovesser essere confermate nelle urne, i Grünen peserebbero per il 40% nella coalizione rosso-verde che andrebbe al governo del land. Non il risultato eccezionale del Baden-Württemberg, ma un avanzamento assolutamente degno di nota per il partito ecologista tedesco.

Confronto tra i candidati (SPD - CDU)

Confronto tra i candidati (SPD - Grünen)

Anche il confronto tra i candidati si mostra abbastanza impietoso. La preferenza per il borgomastro uscente Böhrnsen è schiacciante contro qualsiasi avversario. In particolare il raffronto tra Böhrnsen e la Linner, esponente dei Grünen, è significativo per mostrare come, malgrado la crescente simpatia per gli ecologisti in Germania, sono ancora in pochi a ritenere che il partito abbia una sufficiente cultura di governo per guidare una squadra. Solo esponenti di lungo corso come Winfried Kretschmann, il nuovo presidente del Baden-Württemberg, sono riusciti a colmare in maniera completa questo handicap che vede ancora i Grünen più simili ai movimenti di protesta del XX secolo che ad un vero e proprio partito.

Composizione del Bundesrat

Non ci si aspettano quindi grandi novità per quanto riguarda il Bundesrat: Bremen è in mano al centrosinistra e con ogni probabilità non regalerà i propri seggi alla coalizione di governo, che resta forza minoritaria nell'Aula con soli 25 seggi, contro i 30 in mano all'opposizione ed i 14 neutrali dovuti a coalizioni di governo regionali composte da partiti che a Berlino sono invece rivali.

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