sabato 22 gennaio 2011

L'amore ai tempi del bunga bunga

Barbara Faggioli, Concetta ed Emanuela De Vivo, Iris Berardi,
Karima El Mahroug, Nicole Minetti, Roberta Bonasia

DISCLAIMER: gli stralci che seguono fanno parte dei verbali delle intercettazioni ambientali e delle deposizioni legate al cosiddetto Ruby-gate pubblicate su Dagospia, Libero, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano e apparse in TV in svariate occasioni. Il post sarà cancellato qualora dovesse emergere l'illegalità di tali pubblicazioni.

10 luglio 2010 - intercettazione telefonica tra Karima El Mahroug e Luca Risso

Karima El Mahroug: ascolta 'na cosa. Mi sono sentita con con lui.
Luca Risso: chi è lui?
Karima El Mahroug: lui! Lui.
Luca Risso: lui lui? Lui il grande?
Karima El Mahroug: luiii, Gesù. Comunque...
Luca Risso: eee?
Karima El Mahroug: mi sono sentita con lui che m'ha chiamato...
Luca Risso: sì
Karima El Mahroug: m'ha chiamato proprio tre minuti fa, poi dopo m'ha chiamato Rubba. Mi ha detto che, s'è sentito con con Lele, che io ho fatto, ho scritto tutte le cose, con l'avvocato e m'ha detto che ha saputo che ho ho detto tante cose. Le ho detto, guarda, io ho detto tante cose, ma ne ho nascoste tantissime. Le ho detto tutte quelle che ho detto le ho dette per un semplice motivo, che ero messa davanti all'evidenza non potevo negare. Mi fa, ma noi non siamo in pericolo, noi siamo in difficoltà, mi fa, però sono cose da superare. Le ho detto sì, però io ti volevo fare un'altra domanda, le ho detto, che è quella che m'interessa di più. Mi fa dimmi, le ho detto, cioè, io voglio che almeno, da tutta questa situazione io ne esca con qualche cosa, perchè di tutta la situazione cioè, sinceramente, non non me ne frega niente. Lui fa, è normale, le ho lui mi fa, mi aveva detto un detto strano mi ha detto quando il mare è in tempesta non è che le persone si lasciano si lasciano soccombere, boh, una cosa del genere, mi fa
cioè.

12 luglio 2010 - deposizione di Caterina Pasquino

DOMANDA: durante la sua conoscenza con la Ruby, la stessa le ha raccontato di alcune sue amicizie di gente famosa?
RISPOSTA: ricordo che diceva di essere molto amica del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con il quale, a suo dire, è stata spesso a casa del Premier dove ha cenato, ballato e fatto sesso con lui, il quale le dava molto denaro.

13 agosto 2010 - intercettazione telefonica tra Dario Mora e Roberta Bonasia

Dario Mora: visto che sarai la... l'infermiera ufficiale...
Roberta Bonasia: sì anche lui mi ha detto così...
Dario Mora: devi fargli uno scherzo... devi prenderti su... quello che si misura la pressione finto e poi prendi su... un camicione quello che si usa...
Roberta Bonasia: quello, quello da dottoressa... con sotto niente ovviamente...
Dario Mora: ce l'hai? ce l'hai quello?...
Roberta Bonasia: eh, no, no...
Dario Mora: lo devi andar a comprare oggi...
Roberta Bonasia: eh, vado a comprarlo... sì perché non ce l'ho... viene carino però, sì, sì
Dario Mora: ti metti lo stetoscopio...
Roberta Bonasia: è vero?
Dario Mora: su... la... camicinia da infermiera...
Roberta Bonasia: e già
Dario Mora: e sotto le autoreggenti bianche...
Roberta Bonasia: guarda Lele lo faccio, ti giuro che lo faccio... non mi manca il coraggio, credimi
Dario Mora: sorpresa, però devi fare... sono l'infermiera
Roberta Bonasia: sorpresa... perché poi mi ha detto...
Dario Mora: la devo visitare gli dici...
Roberta Bonasia: una visita... privata... per accertarmi il suo stato di salute...
Dario Mora: esatto...
Roberta Bonasia: che deve essere assolutamente... di alto livello, di buon livello...
Dario Mora: esatto... sai quanto si diverte lui per una cosa del genere... da ridere da morire
Roberta Bonasia: infatti, infatti... per quel poco che l'ho conosciuto ti assicuro che è... sta allo scherzo, infatti eh...
Dario Mora: sì... sì... fa il finto malato, fa il finto malato...

23 agosto 2010 - intercettazione telefonica di Nicole Minetti e Barbara Faggioli

Barbara Faggioli: Roberta
Nicole Minetti: sì
Barbara Faggioli: com'è
Nicole Minetti: carina...
Barbara Faggioli: sì
Nicole Minetti: mmm molto carina... secondo me è innamorato
Barbara Faggioli: cosa?
Nicole Minetti: secondo me è innamorato, lui...
Barbara Faggioli: di lei?
Nicole Minetti: sì, secondo me sì...
Barbara Faggioli: abbastanza
Nicole Minetti: secondo me ha perso la testa di brutto...
Barbara Faggioli: ma dai, racconta
Nicole Minetti: no, dai... ha perso la testa... bah... è innamorato... le piace da morire...
Barbara Faggioli: ma anche lì?
Nicole Minetti: sì, sì, sì... no, una cosa pazzesca, ti giuro, non ho mai visto cosi, in tutta la mia vata, con nessuno
Barbara Faggioli: ma davero?
Nicole Minetti: ti giuro, Barby... indicibile

04 settembre 2010 - intercettazione telefonica tra Emilio Fede e Dario Mora

Emilio Fede: ma no, ma tutto dovuto ma neanche a dire e... cioè un attimo questo Daniele, poi va lì "Ah no, ma magari per timidezza," ma vaffanculo lat imidezza...
Dario Mora: eh, eh, eh
Emilio Fede: ... ma sapete dire grazie!
Dario Mora: quando pigliano le minchie, se ne accorgono della timidezza o no?
Emilio Fede: eh, eh... appunto!
Dario Mora: ah ah!
Emilio Fede: quando pigliano le minchie e poi in cambio i soldi... va bene? E cazzo!
Dario Mora: Ma robe da pazzi!

08 settembre 2010 - intercettazione telefonica tra Karima El Mahroug e Antonio Passaro

Antonio Passaro: Tu hai il papà, lo zio... a lui come lo chiami? Lo zio, il nonno? Come lo chiami?
Karima El Mahroug: E no, papi
Antonio Passaro: E siamo messi bene, Madonna mia! Fai come lanapoletana, il papi lo chiamava
Karima El Mahrough: No, no, la napoletana è un'altra cosa, io sono un'altra
Antonio Passaro: Ah
Karima El Mahroug: E quella è la pupilla, io sono il culo

17 settembre 2010 - intercettazione telefonica tra Giuseppe Spinelli e Karima El Mahrough

Karima El Mahrough: comunque ti prego solo una cosa non ti scordare di dirgli la mia richiesta
Giuseppe Spinelli: sì, sì sì sì, io ce l'ho già in nota è
Karima El Mahrough: sì perchè lui mi aveva detto che mi avrebbe aiutato per tutto il periodo però non l'ho più sentito poi ho perso anche il contatto
Giuseppe Spinelli: ho capito, sì, sì
Karima El Mahrough: ho cercato di chiamare Villa Grazioli, Villa San Martino, ma non me ne risponde in tutte e due, mi risponde sempre la segreteria, comunque mi servono solamente cinquemila euro, cioè
Giuseppe Spinelli: mmm, mmm
Karima El Mahrough: se glielo puoi dire

19 settembre 2010 - intercettazione telefonica tra Nicole Minetti e M. T.

Nicole Minetti: No ma infatti ti volevo un attimo briffare sulla cosa, nel senso... giurami che non ti prende male nel senso cioè ne vedi di ogni cioè te ti fai i cazzi tuoi e io mi faccio i cazzi miei per l'amor del cielo però ne vedi di ogni... cioè nel senso la disperacion più totale cioè capirai.. è gente per cui è l'occasione della vita quindi ne vedi di ogni fidati di me punta sul francese che lui sbrocca gli prende bene e tutto. Digli tutto quello che fai... seconda laurea... sei stata a... tre mesi alla Sorbona che anche lui ha studiato alla Sorbona sì sì, si esalta di brutto non entrare nei dettagli o... vedi cosa hai fatto... te cosa hai fatto alla Sorbona... hai fatto il corso di francese???? OK mmhh tutte queste cose a lui piacciono ehh cioè... no no io lo dico nel senso per cioè nel senso per far entrare in simpatia nel senso... Meli detto fuori dai denti no... ci sono varie tipologie di... persone c'è la zoccola, c'è la sudamericana che non parla l'italiano e viene dalla favelas c'è quella un po' più seria c'è quella via di mezzo tipo Barbara Faggioli e poi ci sono io che faccio quel che faccio capito per cui ecco era solo per non confonderti nella massa non sii timida fregatene sbattetene il cazzo e via andare...

20 settembre 2010 - intercettazione telefonica tra M. T. e V. B.

M. T.: non so quanto...
V. B.: dimmi.
M. T.: ... sia il caso di parlare di certe robe al telefono, ma è male. Nel senso che èproprio molto molto male, sì sì sì sì sì... eee...
V. B.: (incomprensibile)
M. T.: a no, beh, non ho...
V. B.: (incomprensibile)
M. T.: no, io ti dico che, ti posso dire una sola parola e poi magari ne parleremo a voce...
V. B.: mi hai scritto "allucinante"
M. T.: ah, ma no, uso una parola ancora più chiara, "un puttanaio" cioè proprio... no no no no no, ma proprio no no no!
V. B.: cioè che non t'aspettavi?
M. T.: no! Cioè, io posso aspettarmi che certe cose avvengano in privato, no? Perché ognuno fa assolutamente quello che vuole. Penso che non ci siano problemi se uno da adulto no? Con un altro adulto... per carità, fai pure. Il problema è che avvengono in maniera assolutamente sfacciata, disinvolta, davanti a tutti. Poi è così: ieri sera la serata era...

M. T.: di ieri che mmmm va bè, nel senso ci sono, ci sono diverse tipologie disperate alla fine è chiaro che ci sono momenti in cui ci sono più persone e momenti in cui, magari, sono quasi più più seriosi no? Ieri sera, e tu non lo sai, perchè in realtà va come in tutte le cose, un po' il padrone di casa che da lo stile alla serata no?
V. B.: mmm
M. T.: e fa gli inviti quindi. Ieri sera c'erano molte ragazze, tipo una ventina, e c'era lui e il suo fedelissimo amico che ha un ruolo importante, bassino, mmmm, adesso va bè, comunque, e molto abbronzato, che parla benissimo di lui, lo venera proprio, ti può venire in mente chi è, comunque... e poi c'era un'altra persona ancora ehm questi loro tre e basta, e tutte ragazze. E noi siamo entrate proprio senza nessun tipo di controllo nel senso che tu arrivi, fuori di casa, e dici il tuo nome e passi con la macchina tranquillamente. Io avevo la mia borsa, il mio cellulare, nessuno me l'haguardata nessuno mi ha chiesto niente. Quindi, varchi la soglia ed entri. E l'ingresso è stato proprio cioè, ma non informale, di più. Perchè queste persone lo chiamano: "amore, tesorino" cioè, ma proprio dei livelli di bassezza totale. Tu non immaginarti niente di quello che puoi immaginarti. Rendilo mmmm
V. B.: no, io mi posso immaginare solo quello che c'è scritto nei giornali.
M. T.: ecco, praticamente nei giornali dicono molto meno della verità. Cioè, anche quando lo, anche quando, diciamo, massacrano, no, cioè, è molto peggio! Molto più triste e molto più. Ti dico, non c'è nulla di pericoloso, fa tutto, a me proprio mi ha lasciato l'amaro in bocca. Ma non perché ho avuto paura, no no no, per la desolazione cioè, sai quando vedi quelle cose...
V. B.: ma più della persona o delle persone?
M. T.: no, della pers... va bè... la persona è e ti dico, cioè io ho avuto un contatto diretto non è che non l'ho conosciuto, l'ho proprio conosciuto, ma perchè lui aspettava me, e mi ha presentato a tutti, m'ha accolto in un certo modo, m'ha dedicato la canzone cioè, proprio...
V. B.: quindi è stato proprio
M. T.: sì sì sì
V. B.: ospitale?
M. T.: sì sì sì ospitalissimo, ma non aveva capito la la la questione, e del resto lui magari è abituato che se una va lì... no?
V. B.: mmm
M. T.: è pronta a tutto diciamo, ma io sai come sai, non ho problemi a dire no a nessuno quindi ero nel mio angolo...

V. B.: carisma, carismatico.
M. T.: ecco, invece no.
V. B.: no?
M. T.: a me è scaduto tantissimo. Mi ha... mi sembrava di avere di fronte non lui, ma le caricature del Bagaglino
V. B.: mmm
M. T.: ecco, io ho vissuto la serata come se fossi al Bagaglino. Hai presente quella volgarità spiccia che non è neanche tanto costruita o fantasiosa? Non è "Eyes wide shut"
V. B.: no no
M. T.: il film con Tom Cruise, cioè no!
V. B.: no no no
M. T.: una roba banale ecco. Io mi sentivo lì dentro. In questa cosa in cui a un certo punto durante la serata con l'Agostino di turno, tipo Maria De Filippi, quello con la pianola che canta, a un certo punto, non si sa bene come o perchè, qualcuno ha iniziato a far vedere il culo e da li la serata è decollata.
V. B.: ah!
M. T.: in un susseguirsi di cose più o meno volgari, ma come se fosse naturale e ti dicotutti davanti a tutti quindi questo buttasù...
V. B.: ma questo a tavola? Dopo cena?
M. T.: no no, a tavola mentre si mangiava. Dopo di che ci si è alzati e la cosa è peggiorata nella lato diciamo, no nel lato, in una sala-discoteca mmm è lì il degenero più totale cioè proprio siamo, ripeto, in un puttanaio in cui si ci si intrattiene come meglio si crede. Cioè, poi alla fine ognuno è libero di fare quello che vuole, nel senso che, è una casa privata no? E ti ripeto, io sottolineo che nessuno mi ha proposto nulla chiesto nulla alluso a niente cioè assolutamente no. Io sono stata tutta la sera seduta, piuttosto che a fumarmi la sigaretta piuttosto che a mandare un messaggio al cellulare, rispettata assolutamente. Dopo sai, anche solo il fatto di vedere certe cose, può metterti in difficoltà.
V. B.: mmm
M. T.: forse lui, pensa che tu sappia cosa vai a fare, ma perché nel caso di tutte loro è vero. No?
V. B.: ma scusa una cosa, ma tu non eri stata così, diciamo, preparata a...
M. T.: allora no, in realtà no, fino a un certo punto, nel senso che lei mi aveva detto a, non ti scandalizzare, vedrai dai un po' di tutto, ma io pensavo di vedere o delle avances o della disponibilità che poi però si sarebbe concretizzata in un'altro posto. Cioè, capisci che se io vedo uno che ammicca o una che dice dai dai dai, che ne so, è un conto no? Se poi io vedo un bacio è un altro discorso...
V. B.: mmm
M. T.: e poi io non ne vedo uno, ma ne vedo venti...
V. B.: poi tu dici, se tanto voglio dire è uno lo spazio c'è t'immagini... piuttosto...
M. T.: quello! Brava! brava!
V. B.: uno va a farsi i fatti suoi da un'altra parte dici.
M. T.: brava, brava è questo che io non mi sono spiegata. Il perché di questo buttasù collettivo e appunto, a giro no? Cioè posso dare un bacio a una come a un'altra, ma così, ripetutamente e ti ripeto davanti a tutti senza che abbia un senso. Perché allora qui c'è l'ostentazione cioè c'è il voler far vedere che lo fai secondo me. E in questo ci deve essere... alla fine... boh... questa è una persona comunque molto molto grande. Si potrebbe quasi dire adesso, non anziana, ma insomma...
V. B.: mmm
M. T.: voglio dire, ha una certa età.
V. B.: sì non dovresti avere più certi...
M. T.: ma così no.
V. B.: non dovresti viverla in questo modo.
M. T.: no, anche perché...
V. B.: queste cose...
M. T.: vorrei sottolineare che il livello di bellezza, piuttosto che simpatia o intelligenza non era da dieci e lode. Cioè, non tutte sono... c'è la disperata venezuelana che non parla una parola e che c'ha dei vestiti allucinanti, c'è neanche da dire che sono...
V. B.: tutte è
M. T.: dieci belle ragazze e anche fini, perché una bella la Nicole va bene che ha una certa bellezza molto appariscente, però è una persona che si sa vestire anche in modo fine no? E ieri sera infatti.... Io posso essere meno bella, ma comunque ho un certo tipo di modo di fare, comunque fine...
V. B.: sì sì
M. T.: e invece no. C'erano dei soggetti spaventosi.
V. B.: un livello basso insomma? Da da...
M. T.: un livello molto basso.
V. B.: ... cose che vedi in televisione insomma?
M. T.: no, ma c'erano soggetti di quell di quell'ambiente, ti ti posso citare la Cipriani.
V. B.: oh
M. T.: sì sì sì sì sì. assolutamente.
V. B.: ah lei guarda, lei vorrei sapere se c'è o ci fa ma secondo me ci è. Sicuro!
M. T.: beh però alla fine li è tutto... ti ripeto, un voler chiamare in quel cioè, io appunto, me ne sono stata in disparte e a fine serata mi ha anche chiesto: "ma ti sei divertita?" e io gli ho risposto: "beh, insomma, non è questo il mio modo", ma ti dico che anche fisicamente io lo vedevo diverso, nel senso che, quando tu puoi vedere certi discorsi che ha, ha un tipo di piglio, lascia stare che vedi che s'è rifatto che s'è tirato, però ha un piglio di una persona molto decisa cioè, anche come parla è un comunicatore no? Almeno in quello è uno che si vende bene...
V. B.: per quello ti dicevo carsimatico, nel senso che...
M. T.: e invece no. Sembrava un guarda, ti dico, mi viene bene la figura del Bagaglino cioè una caricatura...
V. B.: una caricatura di sé stesso.
M. T.: sì, bru... guarda, una cosa molto brutta e molto triste.
V. B.: perché tanto voglio dirti, cioè, si esula completamente da quella che è la propria diciamo così, la propria figura professionale voglio dire.
M. T.: assolutamente sì. Forse io pensavo che lui mantenesse un contegno e poi facesse i fatti suoi. Invece no. Assolutamente no. Cioè, lui si presenta in un certo modo, ma molto basso e mi dispiace perché, boh? Non c'è bisogno...
V. B.: ma forse a volte ci sono appunto si sono dette delle cose molto pesanti proprio, non lo so forse sulla base di di certe cose, arrivare a dire tipo: "sei malato", cioè, suam oglie lo diceva.

V. B.: a volte, sì la vita ti ti porta dai, in situazioni anche inaspettate.
M. T.: sì. imprevedibili. E ti rendi con, io quello che mi rendo, mi son cioè quello diciamo, che ho così, considerato nuovamente, ma che non potevo pensare è che proprio nella vita quello che conta molto, molto, molto, forse ho cambiato idea, ancora più della salute, che purtroppo va beh, a volte può non esserci, però sono i rapporti umani veri e sinceri. Perché tu quando vedi appunto, una persona che ha anche così tanto potere, così tanti soldi, cioè che veramente potrebbe fare qualunque cosa V., perché più di tutti noi messi insieme...
V. B.: la Madonna!
M. T.: si riduce a fare questo, infondo vuol dire che, cioè, io piuttosto sto con il nipote il figlio, la moglie non so, capito?
V. B.: la Madonna, ce ne ha.
M. T.: e brava! Qualunque altra cosa o piuttosto mi faccio una fid... tanto ti dico, ho visto che anche molte belle ragazze non gli dicono di no, no? Quindi piuttosto mi faccio la fidanzata fighissima trent'anni in meno e mi diverto così. O anche...
V. B.: però dai un senso...
M. T.: do un senso. Io ti dico
V. B.: tu dici, non vedi il senso?
M. T.: no. No, non ce l'ha. Perché ti ripeto, vuoi allora l'amante bellissima che in camera tua ci fai quello che vuoi? Ma che senso ha sto puttanaio? e lè è la mancanza, l'impossibilità di costr... tu hai paura di costruire un rapporto perché pensi che sia comunque interessato e allora fai un po' di festa così, perché non ti leghi a nessuno. Perché non ti scopri con nessuno finché c'è tutto quel bulirone. Quindi io ti ripeto, mi son sentita, ma anche le ragazze che erano li con cui poi ho parlato, e loro fra diloro comunque c'è un sacco di rivalità e competizione...

M. T.: m'avesse detto "uei senti, siccome sei una bella figa..." cioè, avrei detto "sì grazie arrivederci." Come ti ripeto, ho saputo dire no, quando mi ha detto "ahh, ma non miringrazi?" e io avevo già detto grazie, quindi, era, ti ripeto, ben chiara, poi ne parleremo, là il tipo di ringraziamento. E io ho detto no! Ho girato il culo e sono andata ehhh, ma proprio così, secca, che la Nicole m'ha detto "ho tremato" io ho detto "cazzi tuoi." Cioè, io proprio no! Se vuoi ti rido indietro tutto quello che vuoi capito? Poi io forse, sono ingenua, ho anche detto grazie anche sbrigativamente perché pensavo fosse la cosa più indolore e più veloce. Non volevo mettermi nella situazione di stare lì, dieci minuti a giustificare un eventuale "no grazie"... Cioè, secondo me in quel momento era il modo migliore per andarsene era dire "grazie!"
V. B.: beh certo! Era essere decisi comunque.
M. T.: esatto! Grazie, arrivederci. Cioè per me era la cosa migliore. Perché poi dacapire, ti ripeto, ci sono persone che non conosco, bob? Mmmm tornando indietro forse direi "no grazie non mi serve" Anche perché io, ingenuamente, poi non ho neanchepensato cosa può essere? Quanto? Di che entità? Capito?

V. B.: eh, ora che fanno tutto... e quindi di parenti non c'era nessuno immagino?
M. T.: ma va là! ma per carità!
V. B.: né i figli né
M. T.: mmmm no! Ma io spero non sappiano ehm...
V. B.: ma no, evidentemente sanno fan finta di non vedere.
M. T.: mmm
V. B.: o di non sapere?
M. T.: no, però un pò dispiace, perché, ti dico, io gli avrei voluto dire "ascolta, non puoifare qualcosa di meglio?" Per te sts... boh?
V. B.: ma vuoi che non ci sia ness... ma boh? è perché se non lo sa, cioè... boh, non lo so, è troppo complessa la psicologia in questo caso. Perché cioè, se lo sai perché non lo fai se non lo sai vuol dire che sei proprio fuori di testa allora mi preoccupo veramente per tutti noi. Cioè, voglio dirti, non ci sarà una persona che ti abbia a cuore che ti voglia bene davvero che ti oppure sei così veramente presuntuoso che non te ne frega niente di tutto quello che ti possono dire le persone te ne sbatti.
M. T.: oppure, quando hai così tanto potere, la gente più che può se ne approfitta. E alla fine boh, cerca di prendere più che può. Io quello che ho visto è questo, vai vai. Ti lascio cara.

20 settembre 2010 - intercettazione telefonica tra M. T. ed il paadre

Padre: davanti a tutti?
M. T.: sì sì ma te la dico in una parola per essere fini... un puttanaio
Padre: ma ho già capito... un'orgia...
M. T.: no, no, no, no, no, non no alt no pero cioè hai capito diciamo che gli approcci erano quelli però non è che c'è niente di...
Padre: ah gli approcci erano quelli
M. T.: però sì, sì, sì, sì
Padre: tipo mani in mezzo alle gambe robe così?
M. T.: sì quelle robe sì dai
Padre: anche lui?
M. T.: no no, no, no solo lui
Padre: solo lui
M. T.: verso le verso le venti che c'erano
Padre: solo lui mmm
M. T.: c'era il suo amico lecchino
Padre: va bene va bene va bene ho capito
M. T.: poi un altro che invece mi ha molto deluso... perché lo facevo una persona di rilievo
Padre: lo so ma lo sono ehh ma quando poi davanti a quella cosa lì gli uomini sono tutti uguali
M. T.: beh babbo però a certi livelli tu puoi anche prenderti una al top e far certe robe anche 5 alla volta ma cioè in una stanza non con le prime 4 cretinette davanti a una chenon conosci potrebbe essere chiunque perché nessuno mi ha chiesto un documento

23 settembre 2010 - intercettazione telefonica tra Iris Berardi e Concetta De Vivo

Iris Berardi:no cioè l'unica cosa che posso dire di positivo per lui è che abbia pens... cioè che l'abbia fatto perchè ha fatto così... perchè se no veramente ma che merda sei cazzo... quando io ti dico non voglio i tuoi due di merda e ti dico... no amò mi fermo qua io più che posso cioè dai... lo sapeva bene che non mi volevo fermar lì per lui... per la gloria cioè... mi fermavo li nella speranza che mi dai qualcosìna...

25 settembre 2010 - intercettazione telefonica tra Concetta De Vivo, Eleonora De Vivo ed Iris Berardi

Eleonora De Vivo: brava pure secondo me amore... guarda che io le cose me le sento... l'ho visto un po' out
Concetta De Vivo: l'ho visto un po' ingrassato, capito? Imbruttito, capito? che di solito lui...
Eleonora De Vivo: sta più in forma di solito, fino all'anno scorso stava più in forma adesso sta proprio più di là che di qua...
Concetta De Vivo: negli ultimi tempi eie
Eleonora De Vivo: eh lo so, ma appunto per questo, è diventato pure brutto deve solo sganciare...
Concetta De Vivo: deve solo sganciare, brava...
Iris Berardi: speriamo che per il compleanno sia generoso, io non gli regalo un cazzo...
Eleonora De Vivo: nemmeno io dopo l'ultima volta...
Iris Berardi: a parte che poi ragazze ci ride in faccia, qualsiasi cosa gli regaliamo, perché c'ha tutto, è il più ricco del mondo

29 settembre 2010 - intercettazione telefonica tra Carlo Ferrigno e un amico

Carlo Ferrigno: Emilio Fede, tre uomini e 28 donne più o meno, tra cui Maria, che le hanno fatto fare la danza del ventre
Uomo: eh
Carlo Ferrigno: perchè è mezza araba e lo sa fare, e sono rimasti a guardarla, poi alle due di notte, due e mezza di notte, praticamente questo sai che faceva? Facevano le orge lì dentro, non con droga, non mi risulta, capito? E facevano quel lavoro lì. Facevano le orge, bevevano tutte mezze discinte, mezze così e poi lui è rimasto con due o tre di queste le altre lei è rientrata
Uomo: e Fede e anche Improprio?
Carlo Ferrigno: si, con Emilio, Maria ha ballato con Emilio Fede, gli ha fatto la proposta
Uomo: C'era Lele Mora, Fede e?
Carlo Ferrigno: Emilio Fede e Berlusconi. Berlusconi si è messo a cantare e a suonare
Uomo: loro tre e ventotto ragazze
Carlo Ferrigno: come? sì
Uomo: loro tre con ah
Carlo Ferrigno: tutte ragazze che poi alla fine erano senza reggipetto, solo le mutandine quelle strette
Uomo: ah
Carlo Ferrigno: capito? Bella roba, tutta la la sera. Ecco quindi lei l'ha visto lì, poi gli ha regalato un anello ed un bracciale, a tutte, compreso a Maria
Uomo: ah
Carlo Ferrigno: pensa un po', che fa questo signore, quindi questa proprio in diretta, lei mi chiamava era esterefatta, poi lei l'ha presa in braccio e poi ha detto presto civedremo, ma che schifo quell'uomo ...

02 ottobre 2010 - intercettazione telefonica tra Iris Berardi e Concetta De Vivo

Concetta De Vivo: ah non lo dice quella troia...
Iris Berardi: non lo dice se va là... è una gran puttana, ma io dico come cazzo fa a vivere anche quella cazzo che siamo in mille e nessuno gli vuol bene, nessuno... cioè un cazzo...
Concetta De Vivo: brava, brava lo sai che...
Iris Berardi: vive solo nelle sue marchette... cioè come cazzo fai...

Iris Berardi: mamma mia sta gente... che palle sto vecchio... guarda... fra un po' ci manda affanculo tutte quante... qua, secondo me...
Concetta De Vivo: madonna... tu stai troppo...
Iris Berardi: quella è la volta buona che lo uccido... vado io a tirargli la statua in faccia...
Concetta De Vivo: stronza, smettila...
Iris Berardi: ma amo! cazzo... qua... ci vuole mandare affanculo senza un cazzo?...
Concetta De Vivo: madonna, non ce la faccio... ti prego

Iris Berardi: però papi qua... èia nostra fonte di lucro...

26 ottobre 2010 - intercettazone telefonica tra Karima El Mahroug ed il padre

Karima El Mahroug: ora è venuto... sono con l'avvocato che stiamo parlando di queste cose e dobbiamo trovare una soluzione, mi ha detto... come si dice... gli ha detto... gli ha detto... Silvio gli ha detto "dille che la pagherò il prezzo che lei vuole l'importante è che lei chiuda la bocca, che neghi il tutto, e che dica che lei... che dica pure di essere pazza ma l'importante è che lei mi tiri fuori da tutte queste questioni, che io non ho mai visto una ragazza che ha diciassette anni, o che non è mai venuta a casa mia..." stiamo parlando di queste cose adesso, dopo tirichiamo, quando avrò finito con lui ti chiamerò...

26 ottobre 2010 - intercettazone telefonica tra Karima El Mahroug e Poliana

Karima El Mahroug: è venuto da me... mi ha chiamato oggi lui... mi ha chiamato la sua segreteria due volte... mi ha chiamato il mio avvocato, mi ha chiamato Lele... mi hai chiamato tu e io stavo dormendo... è venuto il mio avvocato, è venuto adesso, ha fatto la strada da Milano ha detto "Ruby, dobbiamo trovare una soluzione... è un caso che supera quello della D'Addario e della Letizia, perchè tu eri proprio minorenne... adesso siamo tutti preoccupatissimi..."

28 ottobre 2010 - intercettazone telefonica tra Karima El Mahroug e Sergio Corsaro

Karima El Mahroug: ma non siamo preoccupati per niente, perchè... Silvio mi chiama di continuo, mi ha detto cerca di passare per pazza... per quello che... che puoi... per pazza... racconta cazzate... ma io ti sarò sempre vicino... mi fa... dì qualsiasi cosa, e avrai da me qualsiasi cosa che tu vuoi... con il mio avvocato gli abbiamo chiesto 5 milioni di euro... in cambio di... del fatto che io passo per pazza, che ho raccontato solo cazzate... e lui ha accettato... in effetti seguiremo questa... questa strada...

01 novembre 2010 - intercettazione telefonica tra Carlo Ferrigno e Mario Sacco

Carlo Ferrigno: quella sera quando quando praticamente è successo il fatto, poi la puttanella, la Minetti che m'ha detto Maria che c'era anche lei quella sera quandolei fece il ballo
Mario Sacco: mh mh
Carlo Ferrigno: a casa di Berlusconi, c'era pure la Minetti, col seno da fuori, che baciava Berlusconi in continuazione, insomma, senti, proprio un puttanaio eh? Quella Minetti lì, dice che poi non è nemmeno tanto bella, quella sera che c'erano tutte donne, Emilio Fede, Lele e lei, c'era anche la Minetti, l'ha conosciuta alle serate andava capito? E l'ha fatta divertire
Mario Sacco: a me quell'Emilio Fede lì non piace proprio per niente guarda
Carlo Ferrigno: l'ha fatta diventare Consigliere Regionale, quando praticamente Berlusconi ha detto di affidarla a lei alla Polizia

Carlo Ferrigno: tranquilla spensierata se era una serata pulita come delle serate a cui io vado a partecipare a Roma da Palmiro, un locale dove c'è la ballerina ch eballa, ma è una serataa chiunque entra, in giacca e cravatta, io non pensavo quando Lele mi disse le faccio fare il danza del ventre da Berlusconi, ma io pensavo fosse una cena pulita e una cosa, no invece, quella mi chiamava, pur essendo lei una puttanella è rimasta sterefatta quando stavano tutte discinte con le mutande, ognuno fa, mezze ubriache eccetera, in braccia a Berlusconi e se lebaciava tutte, le toccava tutte, queste venti erano una ventina di ragazze, tra cui la Minetti e le due e ah ecco, poi in particolare, sai chi è rimasto con lui poia scopare, con Berlusconi? Le due sorelle De Vivo, le gemelle De Vìvo, le hai più viste a proposito a Milano?
Mario Sacco: ah le De Vivo scusami scusami scusami, si hai ragione, le De Vivo, le De Vivo me le ricordo, le due napoletane quelle che han fatto
Carlo Ferrigno: si bravo bravo
Mario Sacco: si si si ho capito, che facevano il cir si si si
Carlo Ferrigno: quelle, sono rimaste loro due e la Fio... a scopare con Berlusconi, tutte e tre, le altre sono andate via
Mario Sacco: son rimaste, si si
Carlo Ferrigno: son rimaste a letto con Berlusconi...

04 novembre 2010 - intervista a Michelle De Conceicao Santos Oliveira da parte di un cronista di Anno Zero

Cronista: ma quando sei andata a prenderla in Questura sei andata con Nicole Minetti?
Michelle De Conceicao Santos Oliveira: no, Nicole non era lì con me ancora, io ero da sola
Cronista: quindi tu sei andata lì da sola, e poi?
Michelle De Conceicao Santos Oliveira: e poi io ho fatto la chiamata al Premier
Cronista: hai chiamato Berlusconi
Michelle De Conceicao Santos Oliveira: si, per chiedere come poteva fare per aiutare una amica che aveva unproblema, lui ha parlato con me, aspetta un po' che contatto una persona e dopo ha chiamato Nicole e la Nicole è arrivata
Cronista: ma come facevi ad avere il numero di Berlusconi?
Michelle De Conceicao Santos Oliveira: perché io sono stata fidanzata di una persona che lui conosce

16 novembre 2010 - deposizione di M. T.

Dopo la cena senti ialcune delle ragazze dire "Scendiamo al bunga bunga", che poi ho capito essere inriferimento ad un locale al piano di sotto dove è allocata una sorta di discoteca. Tengo a precisare che arrivammo ad Arcore intorno alle 22.30 e quindi scendemmo nel suddetto locale, definito bunga bunga, intorno a mezzanotte e mezza ali'incirca. In questa sala vi sono divanetti, un palo da lap-dance, una sorta di banco bar e dei bagni, dove le ragazze andarono a prepararsi per la prosecuzione della serata, che da quel momento in poi assunse caratteristiche diverse da prima. Le ragazze indossarono infattiabiti succinti, alcune modificarono l'acconciatura, il trucco, e assunsero atteggiamenti con connotazioni equivoche, ma senza che si consumassero, almeno in mia presenza, rapporti sessuali. Ricordo ammiccamenti, balletti provocanti e allegri. Io ero seduta, ovviamente non mi sono cambiata, né mi è stato chiesto da qualcuno di cambiarmi. Faccio presente che io ho trascorso molto tempo nei bagni perché non mi sentivo a mio agio in quel contesto generale e quindi ho preferito passare molto più tempo alla toilette che nella sala adibita a discoteca. Ho visto anche che a un certo punto al centro della sala si alternarono singolarmente le ragazze presenti e alcune di loro hanno fatto anche dei balletti che si possono dire provocanti, o ironici; tra queste anche la Minetti. Questa situazione è andata avanti per circa un'ora e mezza.

19 novembre 2010 - deposizione di V. B.

DOMANDA: Rispetto ai contenuti della intercettazione telefonica che lei ha letto, quali altri particolari le ha raccontato M. T. a voce?
RISPOSTA: M. T. a voce mi ha detto che dopo la cena si sono spostati in un altrocontesto della casa, ovvero una sorta di discoteca chiamata bunga bunga, tanto chele ragazze dicevano "Adesso andiamo al bunga bunga", con un palo da lap-dance al centro e con dei camerini dove le ragazze potevano travestirsi per poi fare degli spettacolinì. M. T. mi riferì che anche la Nicole M'netti si travestì e per la precisione si travestì da uomo. Le ragazze poi si avvicinavano al Presidente. La M. T. mi disse che laserata sostanzialmente si era suddivisa in tre momenti: il momento cena, il momento "bunga bunga" e quello in cui qualcuna delle ragazze rimaneva a dormire.
DOMANDA: A voce M. T. le riferì altri particolari rispetto alla busta che ebbe a ricevere, di cui già le parlò nel corso della telefonata che lei ha testé letto?
RISPOSTA: Mi disse che la busta conteneva duemila euro suddivisi in quattrobanconote da cinquecento euro, che la busta le era stata consegnata in mezzo a due CD del cantante Apicella, che non aveva immediatamente rilevato il contenuto della busta, che poi si era disfatta dei CD ma non dei soldi che erano contenuti nella busta.
DOMANDA: Nel corso della telefonata la M. T., a proposito della busta che ebbe a ricevere, le dice anche che il Presidente le avrebbe detto: "Non mi ringrazi?"; a voce le ha detto qualcosa in più rispetto a tale circostanza?
RISPOSTA: Sì, che le aveva chiesto: "Non me lo dai un bacino?", e M. T. rispose un secco "No". M. T. mi disse anche che lei aveva vissuto questa richiesta del Presidente come non un bacino innocente, ma come una richiesta più maliziosa, almeno così lei lo avvertì in quel momento, tanto
la sua reazione di dire un "no" secco. M. T. aveva già ricevuto i due CD in mezzo ai quali vi era la busta, il cui contenuto, così come avevadetto M. T., lo aveva visto soltanto quando uscì dalla stanza dove e c'era il Presidente.

17 dicembre 2010 - deposizione di Riccardo Condorelli

Domanda: Lei conosce la signora De Conceicao Oliveira Michelle e, in caso affermativo, può precisare quando l'ha conosciuta, dove l'ha conosciuta e che ti podi rapporto ha instaurato con detta persona?
RISPOSTA: Ho conosciuto la signora De Conceicao in un periodo di circa due anni fa presso la discoteca Nepenta di Milano in periodo prenatalizio in quanto trattavasi di una cena di Natale. Poi l'ho rincontrata in una serata nella discoteca Hollywood, probabilmente una domenica sera perché era il giorno in cuinormalmente frequentavo il detto locale. Ci siamo scambiati i numeri del cellularee ci siamo visti e frequentati da quel momento per circa un anno e mezzo e ci siamovisti non più di dieci volte. Non ho allacciato una relazione sentimentale con la signora De Conceicao, ma avevo con la stessa rapporti sessuali, che avvenivano acasa mia, all'epoca io abitavo in via Piermarìni. Nelle occasioni in cui ho avutorapporti sessuali
capitava che io la chiamassi anche in orari notturni, lei veniva acasa, mi raggiungeva, avevamo un rapporto sessuale e dopodiché capitava che leisi fermasse fino alla mattina oppure addirittura che andasse via subito dopo inostri incontri sessuali, ma mai, lo ripeto, si è instaurato tra di noi nulla che facesse pensare ad una relazione sentimentale, lo ero molto chiaro con la Michelle d'altro canto lei sapeva benìssimo che quando io la chiamavo era esclusivamenteper avere con lei un rapporto sessuale...
DOMANDA: Questi rapporti sessuali venivano pagati da lei?
RISPOSTA: Non ho avuto da Michele esplicitamente richieste di denaro, questo soprattutto nel primo periodo dei nostri incontri e ciò per i primi cinque o sei mesi, però le ho fatto dei regali. Nel senso che Michele sapeva perfettamente che io ero un agente di commercio nel campo dei gioielli e quindi è capitato che a seguito proprio dei nostri rapporti sessuali io le dessi dei gioielli, anzi erano richieste esplicite che mi faceva Michelle, nel senso che non ero io spontaneamente che le facevo quel tipo di regali, ma era Michelle che mi chiedeva gioielli. Per esempio ricordo che una volta mi fece proprio la richiesta di un anello in oro bianco con una fila di brillantini di marca "Donna Oro", io qualche giorno dopo mi procurai quest'anello e glielo diedi. L'anello come valore al pubblico era di mille euro circa, nel senso che se la Michelle lo avesse acquistato in un negozio avrebbe pagato la cifra di mille euro. Ovviamente io quest'anello l'ho potuto avere con un costo di produzione, pari a 300/400 euro.
DOMANDA: Lei può indicare altri gioielli o cose similari che ha dato alla Michelle in cambio delle prestazioni sessuali?
RISPOSTA: Sì, un paio di orecchini in oro con brillanti, erano orecchini a perno con un giro d'oro al cui interno era incassata una pietra a forma di cuore, per l'esattezza un brillante. Il valore al pubblico di tale gioiello è di 1.200 euro circa. Una collana in argento con delle medaglie applicate, valore al pubblico di circa 350 euro.
DOMANDA: Oltre gioielli ha dato anche cifre in denaro alla signora Conceicao?
RISPOSTA: Da un certo momento in poi la signora Michelle ha cominciato arivolgermi dirette ed esplicite richieste di denaro, facendo riferimento a delle sue esigenze economiche, relative alla necessità di pagare l'affitto, anche se io intendevo esattamente che trattavasi di una scusa. Motivo per il quale poi decisi di interrompere ogni contatto con la Michelle. È stato questo il periodo che la Michelle ha cominciato a telefonarmi in continuazione, a mandarmi messaggi, io non rispondevo perché avevo deciso di non avere più rapporti con lei data proprio questa sua insistenza di avere da me denaro. L'ultima volta che l'ho vista risale, sela memoria non m'inganna, a tre mesi fa, fu un incontro del tutto casuale, io ero nella zona che frequento di solito, Largo La Foppa, Garibaldi, con una mia amica. Anzi, oltre questa mia amica vi erano altri miei amici. La Michelle mi vide, si avvicinò e mi chiese se poteva parlarmi un attimo. Noi ci appartammo, mi chiese perché io non rispondevo più alle sue telefonate, perché ero
sparito, che lei aveva bisogno di me perché mi considerava un amico. Ci fu quasi un alterco perché lei mi apostrofò con vari epiteti e io le dissi che non volevo avere più niente a che farecon lei e che non mi doveva più cercare, le dissi che non si doveva più permettere di crearmi situazioni di imbarazzo qualora ci fossimo ancora incontrati del tutto occasionalmente quando io mi trovavo appunto in compagnia di miei amici.

martedì 18 gennaio 2011

La FIAT, Torino, le automobili

Lo stabilimento di Mirafiori

Il 13 ed il 14 gennaio 2011 si è tenuto a Mirafiori un referendum tra i lavoratori sul cosiddetto "piano Marchionne".

Il testo dell'accordo, reperibile a questo link sul sito FIM-CISL, ha profondamente diviso il mondo sindacale sia nei contenuti sia nelle modalità di proposizione.
Il testo dell'accordo è infatti stato presentato dalla FIAT, nella persona del suo Amministratore Delegato Sergio Marchionne, come un vero e proprio ultimatum: o l'accettazione totale del testo, o il progressivo abbandono di Mirafiori fino alla chiusura totale dello stabilimento.

I punti più controversi dell'accordo, che hanno provocato di fatto la rottura tra la FIOM, contraria all'accordo, e le altre sigle sindacali, favorevoli invece al trattato, riguardano sostanzialmente:
  • deroga al contratto nazionale (pag. 2)
  • possibilità per l'azienda di licenziare lavoratori o gruppi di lavoratori che agiscono in maniera da violare l'accordo anche senza valutazione del sindacato sulle infrazioni commesse (pagg. 3-5)
  • diminuzione delle pause da un totale di 40 minuti (15-15-10) a 30 minuti (10-10-10); i 10 minuti recuperati in tal modo saranno oggetto di una retribuzione inferiore rispetto al normale stipendio e non concorreranno alla maturazione del TFR (pagg. 6-7)
  • abolizione di paghe di posto, indennità disagio linea, premio mansione e premi speciali (pag. 9)
  • per coloro che avranno cumulato più del 6% di assenze nel periodo gennaio-luglio 2010, e per coloro che avranno almeno tre assenze inferiori a cinque giorni riguardanti giorni precedenti a festivi o giorni di riposo, non verrà pagato alcun trattamento per il primo giorno di malattia (pag. 10)
  • se dopo il 2011 il tasso medio di assenza non sarà sceso globalmente sotto il 4%, e se dopo il 2012 non sarà sceso almeno al 3,5%, non verrà riconosciuto alcun trattamento per i primi due giorni di malattia (pag. 11)
  • cassa integrazione senza preavviso per un anno (pag. 14)
  • corsi di formazione obbligatori non retribuiti per i lavoratori in cassa integrazione (pag. 15)
  • schema di turnazione al di fuori della normativa di legge (pag. 17-20)
  • ricorso a 120 ore di straordinario a persona senza preavviso anche per ritardi di produzione non dovuti all'azienda (pag. 23, 29)
  • spostamento della pausa pranzo alla fine del turno di lavoro (pag. 24)
  • solo i sindacati firmatari dell'accordo potranno costituire un proprio gruppo all'interno dell'azienda (allegato 1)
  • assenza di qualsiasi piano di investimenti dal testo dell'accordo, con riferimenti presenti nei soli allegati

Le votazioni indette tra i lavoratori hanno sancito infine i seguenti risultati (fonte FIM-CISL):

SeggioRepartoSì (%)NoNo (%)
1lastratura21250,8420549,16
2lastratura20248,1021851,90
2turno di notte26270,2411129,76
3verniciatura14060,099339,91
4verniciatura11352,5610247,44
5impiegati42195,47204,53
6montaggio37446,3443353,66
7montaggio34948,2737451,73
8montaggio36046,9440753,06
9montaggio30245,4836254,52
Totale2.73554,052.32545,95


Particolarmente importanti sono i dati relativi all'aggregazione per area:

RepartoSì (%)NoNo (%)
lastratura41449,4642350,54
verniciatura25356,4719543,53
impiegati42195,47204,53
montaggio1.38546,771.57653,23
turno di notte (non aggregabile)26270,2421129,76


Il SI all'accordo trionfa tra gli impiegati e vince largamente anche nel reparto verniciatura, un reparto altamente automatizzato in cui la presenza operaia è ormai ridotta all'osso. In lastratura il NO si impone di misura, mentre vince in maniera convincente al montaggio, l'area in cui la FIOM è più forte e in cui il lavoro delle cosiddette "tute blu" la fa ancora da padrone.

A fronte del 54% ottenuto dal SI, si può parlare di vittoria di Marchionne, quindi? Senza alcun dubbio, e senza possibilità di appello, sì.
Ma una vittoria dettata dalla paura degli operai di perdere il lavoro, e non per la forza di un piano industriale convincente per il futuro della FIAT.
Particolarmente significativo a questo proposito è il lavoro eseguito da Termometro Politico:

Tra chi ha votato Sì, il 59% degli intervistati ha addotto come motivazione la necessità di salvare il posto di lavoro, il 23% ha detto che l'accordo presenta limiti ma è accettabile mentre solo il 18% esprime un giudizio esplicitamente positivo sulle condizioni di Marchionne.
Netta la scelta tra chi si è espresso per il No: l'82% ha dichiarato che si è trattato di un ricatto dell'azienda, mentre il 9% ha indicato la riduzione delle pause e l'aumento di turni e straordinari, il 6% le restrizioni su sciopero e rappresentanza sindacale e il 3% i nuovi limiti alle assenze.

Il primo passaggio è fondamentale: il 59% di chi ha votato SI - stiamo parlando di oltre 1.600 lavoratori di Mirafiori - lo ha fatto sostanzialmente per paura di rimanere senza lavoro.
Il clima da "prendere o lasciare" imposto da Marchionne ha quindi contribuito in maniera pesante a spostare il voto di molti lavoratori, schiacciati tra l'incudine di dover sottostare ad un vero e proprio ricatto, come è stato definito da molti di quelli che hanno scelto il NO, e il martello dello spettro della disoccupazione.

"La FIAT produrrà auto, con o senza Torino."
Questo è stato lo slogan, nemmeno tanto recondito, di Marchionne, questo è stato il vero tema su cui si è deciso il referendum. Non è stata determinante la produttività, non sono stati dirimenti i piani industriali, non si è parlato di nuovi motori ecologici, di auto ibride o elettriche, di ricerca e innovazione.
Marchionne non ha nemmeno avuto bisogno di impegnarsi, di promettere qualcosa più dell'indispensabile mantenimento in esercizio dello stabilimento, perché gli operai di Mirafiori non avevano reali alternative.
Ma chi in Italia aveva il potere, il diritto ed il dovere di schierarsi dalla parte del lavoro e dei lavoratori? Chi poteva offrire un'alternativa al piano di Marchionne? Ovviamente la politica, locale e soprattutto nazionale.

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Così recita l'articolo 4 della Costituzione.
Eppure la politica italiana in questo frangente si è letteralmente dissolta, adagiandosi su impotenti (dal Partito Democratico) o interessate (Popolo della Libertà) esortazioni a cercare di salvare il lavoro votando SI e sterili comizi (Sinistra Ecologia Libertà) ai cancelli della fabbrica sul furto dei diritti.

"Torino produrrà auto, con o senza la FIAT."
Questo avrebbe dovuto essere lo slogan di risposta al diktat dei vertici FIAT, il grido di una città che non vuole rinunciare a collegare lavoro e diritti, l'esortazione di un Paese che intende combattere affinché i dettami della Carta diventino realtà.
Come ottenere questo risultato?
In primo luogo polarizzando le masse. Il rapporto tra la FIAT e gli Italiani è un rapporto tra produttore e consumatore. Spesso i consumatori agiscono in maniera indipendente tra loro, e le aziende approfittano dell'assenza di reazioni coordinate da parte della massa; eppure la crescente sensibilizzazione, ad esempio, per la sostenibilità ambientale o contro il lavoro minorile dimostra che il popolo consumatore, se adeguatamente stimolato, è in grado di generare una selezione sul mercato premiando e punendo in maniera dirimente le aziende su parametri differenti da quelli strettamente legati al prodotto o servizio acquistato.
Una politica forte non si chiede se l'Italia può permettersi il modo in cui la sta trattando la FIAT. Si chiede se la FIAT può permettersi di scatenare una reazione dell'Italia. La semplice applicazione dell'articolo 4 della Costituzione avrebbe dovuto significare una mobilitazione politica totale, senza distinzioni, volta alla contemporanea difesa del diritto al lavoro e del diritto dei lavoratori marchiando a fuoco chi i diritti li usa a scopo ricattatorio.
Perché si dovrebbe comprare una macchina prodotta in un'azienda dove non sono riconosciuti certi diritti rispetto ad altre dove invece questi vengono garantiti? Certo, occorrerebbe una degna campagna di sensibilizzazione e di informazione, ma la politica nazionale è proprio nella posizione più indicata per prendere posizione.
Purtroppo per i lavoratori, il Governo ha scelto una posizione differente, ha scelto la linea di minor resistenza al potere economico della FIAT, giocando un'asta al ribasso, rinunciando a far sentire la propria voce proprio per permettere alla FIAT di portare a casa il massimo risultato con il minimo sforzo e inaugurare una pericolosa diffusione a macchia d'olio di deroghe e limitazioni a quanto i lavoratori avevano conquistato nelle generazioni precedenti. Il Governo ha scelto di non stare dalla parte di chi lavora e di chi paga più pesantemente l'attuale frangente di crisi internazionale.
Ma se una campagna di sensibilizzazione e boicottaggio avrebbe potuto far recedere la FIAT, o costringerla a offrire ai lavoratori maggiori garanzie, la politica avrebbe dovuto iniziare a preparasi all'eventualità di un abbandono di Mirafiori da parte della FIAT. Il mercato italiano, ad oggi, necessiterebbe di colmare l'eventuale vuoto lasciato dalla FIAT? Se sì, esistono prospettive per attitare investitori, anche stranieri? O in alternativa è possibile pensare ad un'industria pubblica sul modello di realtà virtuose e funzionanti dal punto di vista economico come Finmeccanica o Terna? In caso contrario, esiste lo spazio per una riconversione che possa massimizzare i livelli di occupazione e minimizzare i danni all'indotto? Forse sarebbe stata una ricerca vana, ma una strada che chi governa, amministrazioni locali - Comune, Provincia e Regione - in prima fila, avrebbe dovuto battere.
Purtroppo, anche in questo gli operai sono stati lasciati soli.

Ed è stato questo assordante silenzio della politica a far vincere, in ultima analisi, il SI al referendum.

sabato 15 gennaio 2011

2010, un anno torrido

Anomalie termiche in bassa troposfera
Periodo dicembre 2010

Dal 5 gennaio sono disponibili in rete i dati relativi alle anomalie termiche satellitari, relative alla bassa troposfera1 (circa 3.000 m s.l.m.), alla media troposfera (circa 5.000 m s.l.m.) e alla bassa stratosfera (circa 10.000 m s.l.m.). Le misurazioni satellitari, pur disponibili soltando dal dicembre 1978 e quindi non in grado di fornire indicazioni di lungo periodo, sono considerate generalmente molto più affidabili delle rilevazioni al suolo, per svariati motivi:
  • la migliore copertura globale: a parte i rilevamenti in bassa troposfera, che per forza di cose escludono la zona himalayana, quella andina e quasi tutto il continente antartico, i dati satellitari abbracciano in maniera uniforme l'intero globo terrestre, laddove le stazioni metereologiche di superficie hanno distribuzioni estremamente disomogenee - basti pensare a zone impervie e praticamente disabitate come il Sahara, la foresta amazzonica o l'Antartide - obbligando all'uso di modelli matematici per ricostruire l'andamento delle zone coperte in maniera parziale
  • le migliori performance dal punto di vista temporale: l'ambiente intorno ad una stazione di superficie si modifica con il passare del tempo; fattori come l'innalzamento di un edificio, o la costruzione di un parcheggio, possono far variare in maniera drastica i dati raccolti: la separazione delle variabili microambientali da quelle macroambientali diventa quindi nuovamente oggetto di modellistica
I dati riportati nei grafici e nelle tabelle che seguono rappresentano le anomalie termiche ai tre livelli menzionati rispetto alla media delle temperature della serie trentennale 1980-2010.

Anomalie termiche in bassa troposfera (1979-2010)

Anomalie termiche in bassa troposfera (1979-2010)
Dettaglio aree geografiche

I dati della bassa troposfera lasciano poco adito a dubbi. Il 2010 è stato un anno bollente, posizionandosi in seconda posizione in termini assoluti dopo il torrido 1998 e a soli pochi centesimi di grado di distanza. Il poco nobile palmarès dell'anno appena concluso non si limita però a questa performance. Anno più caldo sulle terre emerse del pianeta. Secondo anno più caldo sugli oceani. Anno più caldo nell'emisfero boreale. Secondo anno più caldo in quello australe. Secondo anno più caldo ai tropici. Anno più caldo nella fascia temperata boreale. Anno più caldo - a parimerito con il 2002 - in quella australe. Anno più caldo nella fascia polare boreale, con un valore eccezionalmente al di sopra del grado centigrado di anomalia. Solo la fascia polare antartica, come al solito, pare non risentire del riscaldamento globale, mostrando un valore ben al di sotto della media.

Anomalie termiche in media troposfera (1979-2010)

Anomalie termiche in media troposfera (1979-2010)
Dettaglio per aree geografiche

I dati riferiti alla media troposfera sono generalmente considerati i più attendibili sull'andamento delle temperature, sia perché ricoprono veramente l'intero globo, sia perché, rilevando le anomalie a 5.000 metri di quota, sono meno influenzati dei precedenti dalle attività umane a livello locale.
Anche in questo caso, tuttavia, il 2010 si è dimostrato un anno molto caldo, nuovamente il secondo dietro al 1998. Questa volta, tuttavia, la differenza con il 1998 si è attestata nell'ordine del decimo di grado, un intervallo abbastanza corposo.
Anche nelle varie scomposizioni geografiche il 2010 si piazza sempre appena dietro il 1998, fatta eccezione per la zona temperata australe, dove i due valori sono pari, e quella artica, dove il 2010 si è dimostrato di gran lunga l'anno più caldo della serie.
Nuovamente, fa eccezione al trend di riscaldamento l'area antartica, dove l'anno si è anzi dimostrato piuttosto freddo.

Anomalie termiche in bassa stratosfera (1979-2010)

Anomalie termiche in bassa stratosfera (1979-2010)
Dettaglio per aree geografiche

La stratosfera, come si può vedere dai grafici, si mostra in netta controtendenza rispetto ai due grafici precedenti, evidenziando una tendenza al raffreddamento. In realtà, questo andamento è spiegabile con la composizione atmosferica, profondamente differente tra troposfera e stratosfera. Nella fascia più bassa di quest'ultima, infatti, si trova il guscio di ozono (O3) che circonda la Terra e la protegge dalla violenza dei raggi solari assorbendone le frequenze più pericolose per la vita così come noi la conosciamo.
Proprio questo assorbimento rende la bassa stratosfera un ambiente molto più caldo delle fasce immediatamente sottostanti e sovrastanti. La tendenza al raffreddamento è indice della progressiva disgregazione della fascia di ozono: meno ozono, meno assorbimento, minore temperatura.
Così come in troposfera è la tendenza al riscaldamento a destare allarme, qui in stratosfera lo è quella al raffreddamento. I picchi del 1983 e del 1992 sono riferiti alle violentissime eruzioni dei vulcani El Chicón e Pinatubo, in grado di proiettare ceneri e polveri fino a quote stratosferiche.

La bassa attività avuta dal Sole negli ultimi anni aveva lasciato sperare di decremento delle temperature terrestri, ma il 2010 ha disatteso categoricamente queste speranze: se è perché c'è bisogno di più tempo affinché questi effetti si facciano sentire, o perché realmente hanno un impatto trascurabile sul clima del pianeta, solo il tempo potrà affermarlo.
La situazione contingente, seppure i dati degli ultimi mesi mostrino una diminuzione delle anomalie dovuta al passaggio dell'ENSO a fase negativa, è quella di un global warming più in forma che mai.

Colpa dell'uomo? Esiste una responsabilità umana di entità apprezzabile nel riscaldamento globale?
Il governo italiano pensa di no.
Nel secondo anno più caldo degli ultimi trentuno, nell'anno in cui per la prima volta un'anomalia termica troposferica locale ha sfondato il grado centigrado, il Parlamento ha approvato il 14 aprile la mozione 1-00248 per 137 a 112, mozione che impegna il Governo a schierarsi di fatto contro l'Unione Europea in tema di politica ambientale, arrivando a negare l'esistenza del riscaldamento globale e in generale i suoi effetti.
La mozione D'Alì attacca i risultati scomodi a cui sono giunti i panel scientifici internazionali, contestandone i dati e chiedendone il ricalcolo sulla base di enti "veramente indipendenti"; la tattica è, come sempre, quella di far passare come faziosi i risultati scomodi e come onesti e indipendenti quelli comodi.
Sulla base di questo ragionamento si arriva quindi a chiedere l'abolizione dell'accordo del 20-20-20, la ridefinizione dell'abbattimento delle emissioni su base puramente volontaria, e la sospensione di generici progetti internazionali di forte impatto economico.

Una volta di più l'Italia si mostra arroccata su posizioni lontane dalla realtà, in difesa di interessi economici ormai insostenibili e del tutto incapace di lungimiranza ambientale.



1: la pagina contenente le rilevazioni satellitari entra a far parte delle fonti del blog

mercoledì 12 gennaio 2011

Verso le amministrative: Bologna

Le due Torri

Le amministrative di Bologna si preparano ad essere una delle sfide elettorali più affascinanti della tornata 2011.
Governata ininterrottamente da forze di centrosinistra - salvo nella clamorosa parentesi 1999-2004 - dal dopoguerra, oggi vede una situazione politica quantomeno incerta.

A sinistra il 23 gennaio 2011 avranno luogo le primarie di coalizione, che vedono confrontarsi tra loro, in rigoroso ordine alfabetico, Amelia Frascaroli, candidata civica sostenuta da SEL e dall'ala prodiana del PD, Virginio Merola, espressione della dirigenza locale del PD e Benedetto Zacchiroli, altro candidato civico ex braccio destro di Cofferati.
Come già altrove, il centrodestra si mostra attendista, preferendo attendere l'esito delle primarie prima di proporre a propria volta un candidato.
Abbastanza un'incognita, al momento, anche il comportamento del cosiddetto Terzo Polo: vi sono voci che vogliono una possibile convergenza con il centrodestra nel caso venga proposto il nome di Galletti, ma al momento non vi sono ancora notizie certe.

Come fatto per Torino, questa prima analisi sarà dedicata al confronto tra le coalizioni nel comune felsineo.
A questo link è contenuto un excel relativo alle elezioni regionali 2005, politiche 2006, politiche 2008, comunali 2009, provinciali 2009 e regionali 2010 così come riportate dal servizio elettorale1 del Comune di Bologna: tutte le tornate elettorali degli ultimi sei anni a parte le europee 2009, per considerare unicamente le occasioni in cui era prevista l'elezione di una carica monocratica. Le elezioni politiche sono state prese in considerazione, malgrado di fatto siano finalizzate all'elezione del Parlamento, a causa della forte connotazione personalistica riscontrata nel corso della II Repubblica.

Confronto centrodestra-centrosinistra
nel Comune di Bologna (2005-2010)

Anche negli ultimi anni, come si vede piuttosto chiaramente, Bologna si è dimostrata fedele alla sua fama di centro nevralgico del centrosinistra italiano. Tenendo opportunamente conto del fatto che le dimensioni e i confini delle coalizioni definite come centrodestra e centrosinistra sono variabili a seconda dell'appuntamento elettorale, il centrosinistra ha oscillato tra il 50,53% ed il 63,66%, con una media del 57,30% e deviazione standard del 5,05%, senza mai scendere quindi sotto la maggioranza assoluta. Il centrodestra invece ha ottenuto una forbice di consensi che spazia dal 28,69% al 36,34%, con una media del 33,07% ed una deviazione standard del 2,83%.
I rapporti di forza tra le coalizioni sono tuttavia rimasti pressoché stabili - il centrosinistra circa 1,75 volte il centrodestra - fino al 2010, quando tale coefficiente è sceso a circa 1,6.

La bassa deviazione standard che è emersa nell'analisi dell'andamento del centrodestra è spia del fatto che, indipendentemente dall'affluenza e dal tipo di elezioni, questa parte politica si attesta sempre su risultati piuttosto simili, in maniera molto maggiore della coalizione avversa. Il numero di votanti che scelgono centrodestra è quindi fortemente correlato al numero totale di votanti.
Al contrario il centrosinistra soffre di una deviazione standard decisamente più alta, quasi il doppio, a dimostrazione di come gli elettori di questa parte politica siano in qualche modo più volubili in termini di partecipazione al voto, o in generale più sensibili all'offerta politica della formazione a cui fanno riferimento. A riprova dell'evidenza del fenomeno, è possibile confrontare i risultati ottenuti dalla coalizione nelle comunali e nelle provinciali del 2009: sebbene tenutesi nella medesima data, le due elezioni hanno avuto circa 5.000 voti - tra quelli alle liste - di differenza (219.237 alle comunali, 214.698 alle provinciali) e di tali voti 107.781 sono stati quelli attribuiti al centrosinistra per l'elezione del sindaco, pari al 50,53% del totale, ma ben 117.320 sono stati quelli ottenuti dal centrosinistra alle provinciali, ovvero il 57,30% del totale.

In seconda analisi, nei grafici seguenti è possibile notare i rapporti di forza tra i principali partiti che compongono le due coalizioni, PdL e Lega nel caso del centrodestra, PD, IdV e SEL per quanto riguarda il centrosinistra.

Rapporto PdL - Lega
nel Comune di Bologna (2005-2010)

Rapporto PD - IdV - SEL
nel Comune di Bologna (2005-2010)

Sia nel centrosinistra che nel centrodestra si assiste, dopo il 2008, ad una lenta e progressiva erosione dei partiti principali (PdL e PD) a favore delle forze minoritarie delle coalizione (Lega da un lato e IdV e SEL dall'altro).
Prendendo l'esempio dell'Italia dei Valori, si vede come tra il 2006 ed il 2008 la formazione dipietrista abbia praticamente triplicato i propri consensi, per poi rimanere stabile, pur con alcune oscillazioni, attraverso il 2009 ed il 2010.
La Lega Nord ha vissuto invece una fase di espansione più prolungata, fino al 2009, per poi restare sostanzialmente stabile nel 2010.
Il partito di Vendola, infine, si è affermato sulla scena nel 2009 con circa 4.000 preferenze, portate a 6.000 nel 2010. La serie storica è troppo breve per permettere considerazioni degne di rilievo, ma è indubbio che le performance di questo partito saranno un fattore chiave nelle amministrative 2011 e, prima ancora, già nelle primarie del centrosinistra.
Alla progressiva crescita in termini di preferenze di SEL e Lega, e alla stabilizzazione dell'IdV, fa eco una sostanziale stabilità del PdL e un vero e proprio crollo del PD tra il 2008 ed il 2009, passato da quasi il 50% a circa il 40% delle preferenze.

Considerando il mutamento dei rapporti di forza tra centrosinistra e centrodestra alle regionali 2010, è impossibile non vedere nel MoVimento 5 Stelle il principale beneficiario della perdita di consensi del Partito Democratico e del centrosinistra in generale.
Se le elezioni comunali 2011 confermeranno un trend del genere - dipendente anche dal profilo del candidato di centrosinistra che emergerà dalle primarie di coalizione - non è difficile ipotizzare grosse sorprese nella corsa a Palazzo D'Accursio.
L'altro grande imputato della contrazione di PdL e PD, e questa volta è un fenomeno abbastanza trasversale alle coalizioni, è l'astensionismo.
Considerando le elezioni regionali che aprono e chiudono la serie, si nota come il PdL sia passato da 52.635 preferenze su 70.119 di coalizione a 44.309 (mantenendo l'84,18% dei voti) su 59.367 (mantenuti quindi l'84,67% dei voti); il PD, dal canto suo, passa da 95.095 preferenze su 123.611 di coalizione a 71.950 (mantenendo il 74,76% dei voti) su 95.167 (mantenuti quindi 76,99% dei voti).
Entrambi i partiti principali appaiono in linea con l'andamento della coalizione, segno come sotto le Torri non siano tali partiti in sé stessi ad avere problemi quanto l'offerta politica in generale delle coalizioni.

Naturalmente, i grafici sopra indicati escludono le liste minori, quasi sempre civiche, che pescano preferibilmente nel bacino elettorale dei partiti maggiori, attenuando parzialmente i flussi di travaso elettorale sopra evidenziati.

Risultati ottenuti dal centrodestra
nel Comune di Bologna (2005-2010)
Cliccare per vedere l'animazione

Risultati ottenuti dal centrosinistra
nel Comune di Bologna (2005-2010)
Cliccare per vedere l'animazione

Ripartizione circoscrizioni
nel Comune di Bologna (2005-2010)
Cliccare per vedere l'animazione

Osservando la suddivisione circoscrizionale della città, si vede chiaramente come il centrodestra sia in grado di pareggiare con il centrosinistra unicamente nella circoscrizione più meridionale di Bologna (Circoscrizione VI: Santo Stefano) e di ottenere buoni risultati anche nella Circoscrizione VIII (Saragozza). Il centrosinistra prevale invece senza particolari difficoltà nel resto del territorio cittadino, in special modo nelle circoscrizioni I (Borgo Panigale, al cui interno di trovano gli stabilimenti della Ducati e di molte altre aziende manufatturiere), II (Navile, la più popolosa della città), IV (Reno) e V (San Donato).

Peso delle circoscrizioni
nel Comune di Bologna (2005-2010)

Osservando, infine, i trend a livello circoscrizionale appare una situazione di relativo movimento, con salti significativi tra il 2005 ed il 2006 ed il 2006 ed il 2008 ed un lento ritorno verso la situazione del 2005 che si protrae lungo il 2009 ed il 2010. È tuttavia possibile cogliere alcuni andamenti a lungo termine relativi alle circoscrizioni II e IX, le più popolose della città, che appaiono in perdita, e al contrario la III e la VIII che mostrano segni di incremento.
In generale le circoscrizioni più favorevoli al centrodestra paiono, pur in maniera discontinua e incerta, assumere peso maggiore nella composizione dell'elettorato cittadino, a scapito di circoscrizioni tradizionalmente più favorevoli al centrosinistra.
Questa analisi deve far riflettere profondamente il centrosinistra bolognese, in quanto evidenzia un progressivo scollamento della base dalla dirigenza dei partiti della coalizione.
Sebbene la leadership del centrosinistra cittadino non sia in questo momento in discussione nel panorama politico, la situazione pare in equilibrio precario: l'esito delle primarie con le eventuali ripercussioni nei rapporti di forza all'interno del centrosinistra, i risultati del MoVimento 5 Stelle, l'eventuale separazione tra il centrodestra ed il Terzo Polo e, non ultima, l'eventualità di elezioni politiche anticipate sono fattori che possono far letteralmente impazzire la politica sotto le due Torri.



1: il sito del Comune di Bologna entra a far parte delle fonti del blog

domenica 9 gennaio 2011

La finta neutralità dello spot nucleare

Logo del Forum Nucleare Italiano

Dal 19 dicembre 2010 è in onda sulle reti RAI e Mediaset uno spot dall'aria istituzionale volto a pubblicizzare il Forum Nucleare Italiano come luogo di discussione e dibattito sul tema dell'energia nucleare e della realizzazione di centrali atomiche in Italia.

Realizzato dall'azienda statunitense Saatchi & Saatchi, è presente in televisione in due versioni, una da 30 secondi ed una da 45 secondi.



Nero: Sono contrario all'energia nucleare perché mi preoccupo per i miei figli - Af8-? (dall'altro video potrebbe essere e7)
Bianco: Io sono favorevole perché tra cinquant'anni non potranno contare solo sui combustibili fossili - Cf3xd4 (mangia un pedone nero)

Nero: Ci sono dei dubbi sulle centrali - Ac8-b7
Bianco: Ma non ce ne sono sulla sicurezza - Ac1-g5

Nero: Il nucleare è una mossa azzardata per il Paese - Ae7xf5 (mangia un alfiere bianco)
Bianco: O forse è una grande mossa - Cc3-d5

Finale: E tu sei a favore o contro l'energia nucleare? O non hai ancora una posizione?



Nero: Sono contrario all’energia nucleare perché mi preoccupo per i miei figli - Af8-e7
Bianco: Io sono favorevole perché tra cinquant'anni non potranno contare solo sui combustibili fossili - Cf3xd4 (mangia un pedone nero)

Nero: Ed infatti ci sono le rinnovabili - Ac8-b7
Bianco: Ma sole non basteranno - A?xb7 (mangia un alfiere nero)

Nero: Le centrali nucleari producono scorie - Qc8xb7 (mangia un alfiere bianco)
Bianco: La quantità è meno di una pedina all'anno a testa - mossa ignota, si suppone mangi un pedone

Nero: Sì, ma moltiplicato per tutti noi fa un bel numero - Cg8-f6
Bianco: Però una volta stoccate sono al sicuro e sempre sotto controllo - Ac1-g5

Nero: Il nucleare è una mossa azzardata per il Paese - Ae7xf6 (mangia un alfiere bianco)
Bianco: O forse è una grande mossa - Cc3-d5

Finale: E tu sei a favore o contro l'energia nucleare? O non hai ancora una posizione?

Dal punto di vista tecnico il video, nelle due versioni, intende rappresentare il dubbio sul tema che alberga dentro l'animo umano, invitando a scioglierlo nel Forum Nucleare Italiano senza suggerire di per sé alcuna posizione.
Per realizzare questo obiettivo la Saatchi & Saatchi ha messo in piedi la scena di una partita a scacchi, in cui si confrontano un nuclearista ed un anti-nuclearista; ogni mossa sulla scacchiera è accompagnata da una battuta, rispettivamente a favore e contro l'utilizzo dell'energia nucleare.
Alla fine viene svelato come i due sfidanti alla scacchiera siano in realtà la medesima persona in preda al dubbio interiore.

Lodevole nelle intenzioni, lo spot raggiunge l'obiettivo che nominalmente si prefigge? Costituisce davvero un invito alla discussione sul nucleare, senza propendere per l'una o l'altra fazione?
In realtà, sin dalla messa in onda il video ha suscitato un vero e proprio vespaio di polemiche, ed è stato attaccato da più parti come filo-nuclearista.

Il primo ragionamento effettuato è stato il classico cui prodest. A chi giova questo spot? Chi ha commissionato questo spot, e quali sono gli obiettivi di chi lo ha commissionato? Secondo un articolo de Il Fatto Quotidiano - e come si vede nella pagina dei soci del forum - tra i finanziatori della campagna pubblicitiaria si trovano:
  • Alstom, gruppo francese di costruzioni meccaniche impegnato, tramite la divisione Power, nel campo energetico
  • Ansaldo Nucleare, società genovese del gruppo FinMeccanica che si occupa della costruzione di centrali nucleari di terza generazione
  • Areva, colosso francese dell'energia nucleare che si occupa dell'intera filiera dall'estrazione dell'uranio allo stoccaggio delle scorie e decommissioning di miniere e centrali
  • Confindustria, associazione di categoria degli indistriali italiani
  • E.On, società tedesca in campo energetico
  • EdF, principale produttore e distributore di energia in Francia
  • Edison, distributore di energia in Italia
  • Enel, principale distributore di energia italiano
  • Federprogetti, ramo di Confindustria dedicato all'impiantistica
  • FLAEI-CISL, divisione della CISL comprendente i lavoratori del ramo elettrico
  • GdF Suez, azienda energetica francese impegnata nel ramo gas e rinnovabili
  • Politecnico di Milano
  • Sapienza - Università di Roma
  • Sogin, società pubblica italiana di gestione degli impianti nucleari
  • StratinvestRu Energy, società italo-russa di supporto alle aziende italiane in Russia
  • Techint, holding italo-argentina nel settore siderurgico ed energetico
  • Technip, gruppo francese specializzato nel settore petrolchimico e nel gas
  • Tecnimont, azienda di impiantistica nel settore energetico e infrastrutturale appartenente al gruppo Montedison
  • Terna, società che controlla la rete di distribuzione dell'energia elettrica ad alta ed altissima tensione in Italia
  • UILCEM, divisione della UIL comprendente i lavoratori del ramo elettrico
  • Università degli Studi di Genova
  • Università degli Studi di Palermo
  • Università di Pisa
  • Westinghouse, società statunitense specializzata nella costruzione di reattori nucleari
Come si evince dalla lista, buona parte dei finanziatori del progetto sono aziende che avrebbero ricavi economici importanti nel caso di un ritorno del nucleare in Italia. Tali aziende spenderebbero più volentieri dei soldi per una campagna che semplicemente invita a formarsi una coscienza sul tema, oppure per una campagna esplicitamente a favore dell'utilizzo dell'energia nucleare, ed in particolare alla costruzione di centrali sul suolo nazionale? L'articolo de Il Fatto Quotidiano pone inoltre l'accento sui nomi degli amministratori del forum. Nella pagina dedicata all'organigramma della struttura amministrativa si leggono infatti i nomi di Enrico "Chicco" Testa (presidente), Bruno D'Onghia (vicepresidente), Giancarlo Aquilanti, Karen Daifuku, Paolo Immatteo (amministratori) e Federico Colosi (direttore generale). Secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano nel link sopra citato:
I dirigenti del Forum sono, oltre a Chicco Testa, Bruno D’Onghia (capo in Italia dell’Edf, gigante elettrico nucleare francese), Karen Daifuku (nota lobbista internazionale del settore), e tre dirigenti Enel: Giancarlo Aquilanti, Paolo Iammatteo e Federico Colosi.
Nuovamente, i nomi coinvolti non lasciano pensare al Forum Nucleare Italiano come ad un ambiente di riflessione indipendente sull'opportunità del ritorno all'atomo, quanto piuttosto ad uno spazio di indottrinamento e propaganda. Visto lo scenario di contorno, come esaminare nel dettaglio lo spot realizzato dalla Saatchi & Saatchi, ovvero la porta che il forum apre nelle case degli Italiani?

Esaminando testi, audio e video, in realtà, è impossibile non notare alcuni elementi che, esaminati alla luce della psicologia cognitiva, sono veri e propri messaggi a favore dell'impiego del nucleare.

Il primo, banale, elemento è ovviamente la scelta dei colori. Il nuclearista ha il bianco, l'antinuclearista ha il nero. Nella cultura occidentale il significato simbolico dei due colori è evidente: il bianco è vita, purezza, innocenza, bene; il nero è morte, terrore, male. Il tema è molto forte sia nel mondo letterario (il primo esempio riguarda THE LORD OF THE RINGS, con la figura del mago Gandalf) che in quello cinematografico (evidente in questo senso la cupa figura di Darth Vader in STAR WARS), e contribuisce alla scelta di campo dello spettatore. Il fatto che l'ambiente sia a sua volta molto chiaro, quasi bianco, contribuisce a far risaltare il nero come elemento estraneo, e quindi negativo.

Il secondo elemento, di forza ben maggiore del primo, è la scelta di assegnare la prima mossa al nero, e, di conseguenza, l'ultima al bianco. Questa scelta ha condizionato l'intera struttura dello spot, che, per non violare le regole fondamentali del gioco, ha dovuto mostrare una partita a scacchi già iniziata. Le mosse sono strutturate in maniera binaria: mossa del nero e contromossa del bianco. Allo stesso modo le battute sono accoppiate tra loro. Parla il nero e risponde il bianco. Questo mette ovviamente il bianco in posizione di superiorità, in quanto gli consente di controbattere alle parole del nero senza poter essere a sua volta oggetto di critiche. L'impressione che se ne ricava è quella di un bianco che via via risponde a tutte le critiche del nero, fino alla definizione del nucleare come "grande mossa".

Il testo stesso delle battute contribuisce inoltre all'atmosfera pro-nucleare della pubblicità.
Nella versione dello spot da 30 secondi non è presente alcun riferimento alle energie rinnovabili, lasciando allo spettatore l'impressione che l'alternativa sia unicamente tra combustibili fossili e nucleare; all'antinuclearista viene inoltre messa in bocca una battuta molto generica sui dubbi intorno alle centrali, a cui il nuclearista risponde parlando di sicurezza con un duplice risultato: vengono definiti ex post i dubbi dell'antinuclearista, come se essi riguardassero solo la sicurezza, e al tempo stesso viene esclusa la possibilità che possano esserci altri tipi di dubbi intorno alle centrali.
Nella versione da 45 secondi vengono invece presi in esami i temi delle rinnovabili e quelli delle scorie, anche se ovviamente in maniera genericamente pro-nucleare: la necessità del nucleare in quanto le rinnovabili non basteranno lascia intendere che non vi siano altre vie (e l'efficienza? e la diminuzione dei consumi?) e la sicurezza sullo stoccaggio delle scorie semplicemente non risponde all'attuale verità scientifica. Per il telespettatore però vengono intanto sopiti due dei principali dubbi anti-nucleare senza colpo ferire.

Un discorso a parte merita la battuta finale. L'anti-nuclearista, in entrambi gli spot, mangia un pezzo bianco, quasi a punire la "mossa azzardata" compiuta precedentemente da questi. Il nuclearista risponde però muovendo il cavallo da c3 a d5 - scacchisticamente una buona mossa, in quanto occupa il centro della scacchiera portandosi all'attacco, ma non necessariamente una "grande mossa" - con l'aria di chi ne sa di più, lasciando nello spettatore l'idea che alla fine il nucleare non sia poi una mossa azzardata, quanto piuttosto una grande mossa. Del resto, il potere dell'ultima parola è ben noto a chi si occupa di politica: come dimenticare la promessa dell'abolizione dell'ICI fatta da Berlusconi alla vigilia delle elezioni politiche del 2006, promessa che rischiò di fargli vincere le elezioni completando un clamoroso recupero?

Scendendo nei dettagli legati all'audio e al video, non può non colpire in primo luogo la differenza delle voci. Malgrado, come si scoprirà poi, si tratti della medesima persona, la voce non è la stessa. Aggressiva, aspra, la voce dell'antinuclearista, calma e suadente quella del nuclearista. Di nuovo, che impressione possono suscitare queste scelte? Molto semplice: la veemenza delle critiche contro il nucleare viene messa a tacere dalla sicurezza e dalle certezze di chi le cose le sa, e ha scelto il nucleare.

Anche le mosse compiute dicono la loro: ovviamente al pubblico non può arrivare la sottigliezza di una mossa ben fatta in ambito scacchistico - cosa comunque molto complessa da valutare perché non vi sono praticamente mai vedute complete della scacchiera e soprattutto perché le coppie di mosse nero-bianco non possono essere in alcun modo consecutive - ma vi sono altri dettagli, maggiormente mediatici, sfruttati nello spot.
L'antinuclearista muove i pezzi con fare più esitante, come se non fosse sicuro di quello che fa, e, cosa più importante, fa mosse brevi, di poche caselle. Questo coltiva inconsciamente l'idea che l'antinucleare sia una scelta significativa nel breve termine, senza lungimiranza.
Il nuclearista, invece, fa mosse più lunghe: oltre ad usare principalmente il cavallo, infatti, quando muove l'alfiere lo sposta in entrambi i video da c1 a g5, dando l'idea di un maggiore controllo del gioco, e quindi dell'argomento.

Fermo immagine dello spot da 45 secondi (secondo 37)

Ultimo ma non ultimo, l'aspetto fisico dei due contendenti non è esattamente identico: come nell'audio, anche visivamente il nuclearista è stato concepito come più accattivante: come mostra l'immagine sopra riportata, ricavata da un fermo immagine del secondo 37 della versione da 45 secondi dello spot, il nuclearista è più alto della sua controparte, la quale è stata a sua volta dotata anche di un naso più aquilino e di un mento più sfuggente. Certo, probabilmente è solo questione di angolazione, ma l'impressione immediata, a-logica che arriva allo spettatore non può che essere questa. Completa il quadro la provenienza della luce, che, come si vede, illumina il volto del nuclearista lasciando in ombra il suo avversario.

Tirando le somme, risulta alla fine davvero ben difficile credere che lo spot possa essere soltanto un invito alla riflessione e alla formazione di un'opinione indipendente sul tema dell'energia nucleare.
Siamo piuttosto in presenza di uno spot dichiaratamente a favore dell'uso del nucleare, e della tattica, consueta ormai in Italia, di far apparire una delle parti in campo come indice di neutralità, in modo da far percepire alla massa la richiesta di una vera neutralità alla stregua di una protesta.

mercoledì 5 gennaio 2011

Novembre 2010: l'opposizione torna in TV

Emilio Fede, direttore del TG4

In data 17 dicembre sono stati pubblicati sul sito dell'Autorità per le Comunicazioni i dati relativi al pluralismo televisivo del mese di novembre 2010. Come d'uso, le informazioni relative ai telegiornali sono state raccolte e aggregate in un file excel disponibile a questo link.

Come d'uso, la prima analisi effettuata suddivide gli schieramenti in termini di istituzioni (Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Presidenti delle Camere, membri del Governo e della UE), maggioranza e opposizione.

Dati AGCom novembre 2010 aggregati per
Istituzioni - Maggioranza - Opposizione

Come emerge dal grafico, si evince una netta inversione di tendenza rispetto ai mesi scorsi: l'opposizione in questo mese riesce infatti a superare la soglia del 33% che le spetterebbe di diritto, attestandosi oltre il 35% con picchi del 40% sul TG3.
Scende rispetto al mese di ottobre la quota destinata alle istituzioni, e sono il premier ed in particolar modo il Governo a vedere diminuite le proprie percentuali. Complessivamente la fetta di tempo dedicata alle istituzioni copre il 44% del totale complessivo, con picchi che sfiorano il 55% sul TGCom, restando comunque saldamente la parte più rappresentata dai telegiornali italiani.
L'elemento più debole risulta invece la maggioranza parlamentare, ridotta al 20%, schiacciata da un'opposizione tornata a livelli fisiologici e da istituzioni comunque molto al di sopra della propria quota.

Il dato forse più eclatante è naturalmente l'ampio spazio dato alle forze di opposizione, dopo due mesi in cui queste erano mediaticamente schiacciate tra istituzioni e maggioranza. Esaminando in dettaglio il dato dei singoli partiti, si nota tuttavia come gran parte dell'incremento sia dovuto al maggiore spazio riservato a Futuro e Libertà per l'Italia, la formazione di Fini. Non bisogna infatti dimenticare che nel mese di novembre erano in piena attività le manovre parlamentari legate all'avvicinarsi del voto sulla mozione di sfiducia al governo, e la posizione di Fini e dei suoi uomini era di primaria importanza sul tema.

Dati AGCom novembre 2010 aggregati per
area socio-culturale

Se infatti si mettono a confronto le macroaree politiche (destra, centrodestra, centro, centrosinistra, sinistra), emerge come ancora una volta l'ala sinistra della politica italiana sia compressa rispetto alla reale rappresentatività nel Paese misurata sulla base delle ultime elezioni politiche. L'unica eccezione, un po' a sorpresa, è Studio Aperto, a causa dello spazio offerto al Partito Democratico.
Come per i mesi precedenti, la ripartizione è stata strutturata secondo il seguente elenco:
  • Destra (La Destra, Lega Nord)
  • Centrodestra (PdL, FLI, UDEUR)
  • Centro (MPA, API, UDC)
  • Centrosinistra (PD, IDV, SEL, Radicali)
  • Sinistra (PS, FES, Verdi)
  • Altro

Si afferma dunque la tendenza già riscontrata nei mesi scorsi, che vede telegiornali orientativamente spostati verso destra ma non necessariamente filogovernativi, grazie alla presenza di una forza contemporaneamente di destra e di opposizione, FLI.

L'ultima analisi riguarda il confronto tra i telegiornali. Se si mettono a confronto le aree politiche si nota un maggior equilibrio nei telegiornali RAI, soprattutto quelli di RaiTre e RaiNews; se però si esamina il puro e semplice rapporto tra maggioranza, opposizione e istituzioni emerge l'ottimo risultato conseguito dal TG4 di Emilio Fede. L'ennesima dimostrazione di come i numeri, pur consentendo solo un'analisi quantitativa, permettano a volte di sfatare alcuni luoghi comuni.
Per il terzo mese consecutivo il TGCom si conferma invece come il telegiornale di qualità minore dal punto di vista della par condicio, a causa della sua politica filogovernativa e filomaggioranza.

Le importanti novità avutesi nel mese di novembre sono ancora il frutto dello sconvolgimento nel panorama politico italiano portato dalla separazione tra Fini e Berlusconi. Vedremo nei prossimi mesi se vi sarà una stabilizzazione della tendenza attuale o se le oscillazioni nella distribuzione dei tempi destinati alle formazioni politiche porterà a nuovi equilibri mediatici.

lunedì 3 gennaio 2011

Buon 2011 dal Presidente

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Come ogni anno, il 31 dicembre il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rivolto agli Italiani il consueto messaggio di fine anno, un'occasione per esprimere gli auguri per l'anno nuovo e al tempo stesso fare il punto sulla situazione politica.





Il testo del discorso è disponibile sul sito della Presidenza della Repubblica a questo link. Come d'uso, qui è disponibile la versione utilizzata come input per il tag cloud di Wordle.

Tag cloud del discorso di Giorgio Napolitano

Come si vede dal tag cloud, e come il Presidente stesso rimarca più volte nel suo discorso, il fulcro del messaggio di Napolitano sono i giovani. Le parole "giovani", "generazioni" e "futuro" costituiscono in effetti l'ossatura stessa delle parole presidenziali, i termini intorno a cui ruotano tutti gli altri concetti.
I numerosi riferimenti alla crescita, al taglio del debito, allo sviluppo e alla ricerca, e all'economia in generale sono infatti commisurati alla sfida, alla necessità di non lasciare sulle spalle dei giovani un debito pubblico in grado di stroncare sul nascere le loro aspettative e le loro aspirazioni. Allo stesso modo, la sfida per un'Unione Europea sempre più unita e coesa dal punto di vista politico collima con il disperato bisogno di istituzioni in grado di dialogare da pari a pari con gli Stati Uniti, il Giappone ed i Paesi del cosiddetto BRIC, in un futuro non lontano in cui la semplice dimensione nazionale non consentirà più ai Paesi europei le necessarie salvaguardie contro l'invadenza economica e non solo dei potenti vicini asiatici ed americani.
Sempre in funzione dei giovani deve essere poi letto l'ennesimo appello ad una politica interna più misurata e costruttiva - la keyword in questo caso è "unità". La politica di oggi deve trovare punti di incontro sul tema giovanile e al tempo stesso i giovani devono essere portatori di un nuovo modo di fare politica.

Proprio gli accenti sul tema della responsabilizzazione dei giovani distinguono il discorso di Napolitano da un qualsiasi appello un po' paternalista. Il Presidente della Repubblica riesce infatti a coniugare un quantomai necessario monito a combattere il disinteresse alla politica e alla res publica con l'esortazione ai giovani a impegnarsi in prima persona nella vita politica e sociale nel Paese, ad assumersi la responsabilità di mettere in gioco le proprie idee con i mezzi ed i riti democratici previsti dalla Costituzione.

Lo slancio di Napolitano verso il futuro rispecchia in pieno il ruolo e la missione spettanti al Presidente della Repubblica: custode dei valori della Costituzione e al tempo stesso padre della patria, figura super partes in grado di distaccarsi dai problemi contingenti per offrire all'Italia una visione di ampio respiro. Chi critica a Napolitano una certa scarsa attenzione alle difficoltà politiche attuali non coglie l'opportunità - quasi la necessità - di una figura dotata della statura e dell'autorità per disegnare il Paese di domani.
Ed il Paese di domani, in un discorso così incentrato sui giovani, è un Paese in grado di fornire opportunità di realizzazione ai suoi abitanti, un Paese che, lungi dal riempire in maniera assillante e paternalistica la vita dei cittadini, ne mette invece a disposizione i mezzi affinché essi stessi trovino il proprio futuro.

Nel discorso del Presidente, tuttavia, è impossibile non notare dei vuoti. Non disegna concretamente la strada da percorrere: non condanna espressamente i partiti che scambiano seggi e cariche in cambio di appoggi più o meno legittimi, affossando la meritocrazia. Non evidenzia i casi di baronia nella sanità o nella scuola, non indica cioè quali sono i punti in cui la politica dovrebbe intervenire per curare una società malata come quella in cui ci troviamo a vivere; disegna semplicemente, a partire da dati concreti - i numeri sulla disoccupazione, soprattutto giovanile - quale dovrebbe essere il punto di arrivo, una società disegnata sui dettami della Carta Costituzionale.
Se alcuni, in questi silenzi, vedono forse una punta di ignavia, è tuttavia impossibile non notare come qualsiasi tentativo di dettare l'agenda politica sarebbe stato un'ingerenza nelle prerogative del Parlamento e del Governo: il Presidente della Repubblica è il custode della Costituzione, e in questa veste è suo diritto - e dovere - spingere verso la piena realizzazione dei valori della Carta; il metodo seguito, i tempi e le priorità esulano tuttavia dal suo compito.

Spetta dunque alle forze politiche tradurre in realtà il sogno descritto da Napolitano nel suo augurio di fine anno. Il nostro augurio è che sappiano farlo.
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