giovedì 21 ottobre 2010

Legge elettorale: trenta giorni dopo

Valutazione post: 
Carlo Vizzini (PdL)

Il 21 settembre, un mese fa, aveva sollevato molti entusiasmi il fatto che la Commissione Affari Costituzionali del Senato avesse iniziato a prendere in esame la proposta di legge di iniziativa popolare di riforma della legge elettorale, tecnicamente definita Atto 3 ma nota ai più come "Parlamento Pulito".

Cosa è cambiato, ad un mese di distanza?

Il 21 settembre 2010, nel corso della seduta 425 del Senato, il senatore Pedica (IdV) aveva sollecitato il Presidente Schifani (PdL) a riferire sull'andamento dell'iniziativa "Parlamento Pulito". Schifani aveva citato un SMS ricevuto da Vizzini (PdL), presidente della Commissione Affari Costituzionali, nel quale si indicava il giorno successivo come data di inizio dei lavori in Commissione.

Questa, fino ad oggi, è stata l'unica occasione in cui "Parlamento Pulito" è stata nominata in Aula nel corso della XVI Legislatura.

Composizione della Commissione Affari Costituzionali
del Senato della Repubblica

In Commissione Affari Costituzionali, nel corso della seduta 221 del 21 settembre 2010, in effetti, si legge la dichiarazione del Presidente Vizzini ad iniziare la discussione dal giorno successivo.

22 settembre 2010

Nel corso della seduta 222 vengono esplicitate le seguenti posizioni, trasversali agli schieramenti: da un lato il timore che la reintroduzione delle preferenze possa avere effetti negativi in termini di voto clientelare, e dall'altro i dubbi di costituzionalità sulla limitazione personale all'elettorato attivo provocata dall'introduzione del vincolo di mandato. Il costituzionalista Ceccanti (PD) pone inoltre in evidenza il fatto che la sospensione della carica per un condannato in primo o di secondo violerebbe i suoi diritti di cittadino, che lo vedono innocente fino alla sentenza definiva.

28 settembre 2010

Il tema torna all'ordine del giorno nella seduta 223. L'unico intervento in materia è quello di Pardi (IDV). Le opinioni dell'esponente dipietrista spaziano da una classificazione dei reati per cui devono essere previste ineleggibilità e decadenza dalla carica alla necessità di una legge costituzionale per imporre il limite ai mandati, in linea con le osservazioni della seduta precedente. In particolare, auspica che la decadenza di un parlamentare non sia più sottoposta alle commissioni d'inchiesta delle Camere, ma possa essere attribuita alla Corte Costituzionale. Infine, Pardi commenta negativamente l'assegnazione di nuovi poteri al Presidente della Repubblica in quanto in contrasto con il dettato costituzionale.
Onde chiarire l'incidenza del voto clientelare nel caso di reintroduzione delle preferenze, Vizzini propone di convocare il Procuratore Generale Antimafia, Grasso.

5 ottobre 2010

Nella seduta 225 matura la svolta. L'esame del ddl verrà abbinato a quello delle altre proposte di legge in materia elettorale, con trattazione già a partire dal giorno successivo.

6 ottobre 2010

La complessa seduta 226 non evidenzia nessun avanzamento nella discussione del provvedimento, ma costituisce unicamente un elenco suddiviso per argomento dei ddl in materia elettorale depositati al Senato. La decisione presa Commissione è quella di valutarli tutti insieme.

12 ottobre 2010

Nella seduta 229 vengono aggiunti altri tre ddl alla lista delle proposte in materia di legge elettorale, la cui discussione sarà accorpata a quelle elencate nel corso della seduta della settimana precedente.

19 ottobre 2010

Si arriva infine alla seduta 233, in cui vengono meramente elencati i ddl, tra quelli di materia elettorale, che hanno l'aperto sostegno di uno o più gruppi parlamentari.

Ecco il risultato di un mese di lavoro da parte della Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica. Un mese in cui in realtà in materia di legge elettorale si è fatto ben poco, malgrado gli appelli di chi in Commissione afferma che la matrice popolare del ddl merita particolare attenzione.
Dopotutto, i timori espressi solo pochi giorni fa dal Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini (FLI), non erano poi così infondati.

Città Democratica continuerà a tenere d'occhio il progresso dei lavori: appuntamento al mese prossimo, sperando che le novità da raccontare siano più corpose...

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